Bergamo: Congiuntura manifatturiero nel IV trimestre 2007

Bergamo – Nella media dell’anno 2007 l’industria manifatturiera bergamasca ha messo a segno una crescita complessiva del 2%, un risultato inferiore a quello straordinario ( 4,2%) del
2006, che interrompeva una stagnazione quinquennale, ma pur sempre di grande rilievo e segno di una ritrovata solidità della crescita, trainata in buona misura da un recupero di
produttività e dal dinamismo dei mercati internazionali.

Le esportazioni originate dalla provincia di Bergamo nei primi dieci mesi del 2007 (gennaio-ottobre) sono state pari a 10.779 milioni, con un incremento del 11,6% sul corrispondente periodo
dell’anno precedente ( 14,2% verso i mercati extraeuropei).

L’ultimo trimestre dell’anno, tuttavia, conferma una netta decelerazione della dinamica della produzione industriale in provincia che smorza l’impulso del ciclo sull’anno da poco iniziato.
Tutto lascia pensare che l’effetto di trascinamento, cioè il contributo che la dinamica del 2007 trasferisce sull’anno in corso sia modesto, sicuramente minore rispetto allo slancio che
caratterizzò l’inizio del 2007.
Le aspettative degli imprenditori, probabilmente influenzate anche dalle vicende dei mercati finanziari e dai rischi di recessione negli USA, mostrano un relativo peggioramento: prevalgono
sempre le previsioni di crescita di domanda e produzione ma con un saldo positivo più contenuto che nel recente passato.

La produzione industriale in provincia tra ottobre e dicembre 2007 si mantiene ancora poco al di sopra dei livelli, già molto elevati, raggiunti un anno fa ( 0,3%) ma con un progressivo
rallentamento rispetto ai precedenti trimestri, a Bergamo più accentuato rispetto alla media della Lombardia. In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata nel trimestre
è quasi inavvertibile. Il rallentamento sembra confermato anche dai risultati delle vendite, con incrementi del fatturato inferiori alla dinamica dei prezzi. Il relativo deterioramento
delle aspettative è invece controbilanciato da una dinamica degli ordinativi ancora positiva, soprattutto nella componente interna. La condizione del mercato del lavoro industriale, al
netto della stagionalità tipica dell’ultimo trimestre dell’anno, resta complessivamente positiva nonostante un leggero incremento della Cassa Integrazione ordinaria effettivamente
utilizzata dalle imprese.

Infine, il 2007 ha confermato un livello elevato di investimenti, dopo la forte ripresa del 2006, con una quota pari al 4,9% sul fatturato. E nel 2008 la maggioranza delle imprese industriali
bergamasche prevede di investire ancora.
L’Indagine regionale sull’industria è realizzata da Unioncamere, Confindustria e Regione Lombardia. Nella rilevazione del quarto trimestre 2007 sono state intervistate, nelle prime
settimane di gennaio 2008, 1.588 aziende industriali lombarde (con almeno 10 addetti). In provincia di Bergamo hanno risposto 208 aziende industriali (94,5 per cento del campione teorico). Le
festività di inizio anno e la chiusura relativamente anticipata della rilevazione hanno comportato un numero di risposte inferiori rispetto ai precedenti trimestri. Per omogeneità
con le nuove modalità di analisi adottate a livello regionale le variazioni del dato provinciale complessivo su base annua sono corrette per i giorni lavorativi e le variazioni su base
trimestrale sono destagionalizzate. Questo rende più coerente e indipendente dal calendario o da fattori stagionali l’interpretazione dell’andamento tendenziale e congiunturale del
ciclo. I dati provinciali per settore o per classe dimensionale sono invece grezzi, ponderati in base alla struttura occupazionale del campione.

La produzione industriale in provincia di Bergamo è ancora in lieve aumento ( 0,3 per cento) rispetto ad un anno fa ma si accentua la decelerazione rispetto agli ultimi trimestri (3,2
nel primo, 2,7 nel secondo, 1,8 nel terzo trimestre del 2007). La serie, corretta per i giorni lavorativi, delle variazioni tendenziali della produzione bergamasca è in ripresa da dieci
trimestri consecutivi.
Il tasso di utilizzo degli impianti si porta al 72,8%, lo stesso livello raggiunto verso la fine dell’anno precedente ma con una media di segnalazioni di aumento minore rispetto al
passato.
Si conferma, come già nel trimestre precedente ma con diversa composizione, una divaricazione negli andamenti settoriali: 7 settori su 13 registrano una variazione grezza negativa su
base annua. La meccanica è ancora in crescita ( 0,6%) ma in rallentamento piuttosto marcato. Aumenti significativi si registrano nelle industrie varie, nei minerali non metalliferi e
nella chimica. Si mantiene di poco sopra lo zero la gomma-plastica; stazionari i mezzi di trasporto. Nei restanti settori, in flessione, spiccano i cali produttivi nell’alimentare e nelle
pelli-calzature. Restano negativi il tessile (-1%) e l’abbigliamento (-1,9%).
Il tasso di utilizzo degli impianti si porta al 72,8%, lo stesso livello raggiunto verso la fine dell’anno precedente ma con una media di segnalazioni di aumento minore rispetto al
passato.
Si conferma, come già nel trimestre precedente ma con diversa composizione, una divaricazione negli andamenti settoriali: 7 settori su 13 registrano una variazione grezza negativa su
base annua. La meccanica è ancora in crescita ( 0,6%) ma in rallentamento piuttosto marcato. Aumenti significativi si registrano nelle industrie varie, nei minerali non metalliferi e
nella chimica. Si mantiene di poco sopra lo zero la gomma-plastica; stazionari i mezzi di trasporto. Nei restanti settori, in flessione, spiccano i cali produttivi nell’alimentare e nelle
pelli-calzature. Restano negativi il tessile (-1%) e l’abbigliamento (-1,9%).

Il fatturato a valori correnti su base annua è pressoché invariato nella componente interna e in crescita del 2,3% per le vendite all’estero. La meccanica segnala risultati
positivi sia per il fatturato interno ( 2,9%) che per quello estero ( 4,9%). Nel tessile invece le vendite sono in calo del 6% sul mercato nazionale e di poco meno di un punto percentuale sui
mercati esteri.
Gli ordinativi acquisiti nel trimestre sono in aumento sul mercato interno ( 2,56 per cento la variazione destagionalizzata) e su quello estero ( 1,26 per cento). L’andamento su base annua
resta positivo sia per gli ordini interni ( 7,3%) che per gli ordini esteri ( 4,8%).
Resta in equilibrio rispetto alla precedente rilevazione il giudizio sul livello delle scorte di magazzino sia per le materie prime che per i prodotti finiti
I prezzi delle materie prime crescono del 1,7% nel trimestre, mentre l’aumento dei prezzi dei prodotti finiti è intorno al 0,8%.
Il numero degli addetti delle imprese del campione è in contrazione (-0,34 per cento nel trimestre) come risultato a saldo di un tasso d’ingresso di 1,86 e di un tasso di uscita del 2,20
per cento. La riduzione è inferiore a quella registrata nello stesso trimestre dell’anno precedente. Poiché nell’ultimo trimestre dell’anno si addensano anche per ragioni
amministrative molte cessazioni, è più significativa la serie destagionalizzata che segna invece un progresso ( 0,22%) dell’occupazione su base congiunturale.
In termini di variazione grezza degli addetti, l’occupazione risulta in calo in tutte le dimensioni d’impresa.
Nella meccanica la flessione è del -0,64% per cento (1,98 il tasso d’ingresso, 2,62 il tasso di uscita). Nel tessile ad un tasso di ingresso di 1,19 è corrisposto un tasso di
uscita di 2,30 con un saldo negativo di -1,10 per cento nel trimestre. Variazioni negative dell’occupazione si segnalano in 5 settori su 13.

Le aziende che hanno utilizzato la Cassa Integrazione Guadagni ordinaria sono in leggero aumento (3,37% del campione contro il 2,82 % del trimestre precedente). La quota di Cassa integrazione
ordinaria utilizzata è anch’essa in crescita ed è pari al 1,11% del monte ore trimestrale (era dello 0,78% nel trimestre precedente).
Le aspettative per il trimestre successivo sono mediamente positive ma in attenuazione rispetto alla precedente rilevazione con saldi percentuali, tra previsioni positive e negative, del 19,9%
per produzione (25,2 il precedente), del 9,8% per la domanda interna (13,8 nel III), del 21,8% per la domanda estera (25,4), del 6,8% per l’occupazione (8,5).

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