Basilicata: Elaborata una piattaforma comune dal coordinamento meridionale all’agricoltura

Basilicata: Elaborata una piattaforma comune dal coordinamento meridionale all’agricoltura

Melfi – Una piattaforma comune da sottoporre in occasione della prossima audizione al Senato. Questo l’esito più importante della duegiorni del coordinamento meridionale degli
assessori provinciali all’Agricoltura, che si è riunito ieri e oggi a Melfi, nel salone degli stemmi del Palazzo Vescovile.

“Una piattaforma – come ha spiegato la presidente del coordinamento Anna Paladino – che punta, tra l’altro, sul decentramento delle funzioni delegate, sulla possibilità di creare un
Distretto meridionale“, sulla necessità di ripristinare l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale per l’agricoltura meridionale e di affermare il marchio “Tipicamente
Sud
“, garantendone la presenza al prossimo G8 agricolo previsto a Treviso”.

L’unione fa la forza“, sembra essere questo il motto del nuovo organismo. “E’ la prima volta – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Potenza Antonio Vitucci –
che si è dato vita in Italia al coordinamento meridionale degli assessori provinciali all’Agricoltura. Crediamo sia importante coordinare le diverse azioni svolte dalle singole Province
alfine di ottimizzare i risultati e fare “massa critica” per poter adeguatamente competere in un mercato globale”.

D’altra parte, la necessità di mettere al centro l’agricoltura, in un periodo di crisi economica, quale volano di sviluppo è stato il leitmotiv di diversi interventi. A partire
dal vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa Gianfranco Todisco che ha rimarcato l’esigenza, “nell’area del Vulture-Melfese, della presenza non solo della Fiat e dell’indotto, ma di nuove
forze giovani da indirizzare al settore agricolo”. Settore in continua evoluzione, nel quale, come ha spiegato anche l’assessore alle Attività produttive del Comune di Melfi Cristina
Albanese, è fondamentale l’organizzazione aziendale e la formazione.

In particolare, sul tema dei distretti si sono espressi i rappresentanti delle associazioni di categoria agricole. Da Antonio Sonnessa (presidente provinciale Confagricoltura) che ha detto “di
sposare la piattaforma quale strumento per un nuovo protagonismo del Sud” a Donato Distefano (presidente regionale Cia), secondo il quale i distretti diventano necessari per rispondere alle
sfide poste dal Mediterraneo; da Franco Perillo (presidente Gal sviluppo Vulture-Alto Bradano) che ha parlato di una “agricoltura multifunzionale per una
crescita più o meno certa” a Giuseppe Brillante (direttore Coldiretti), secondo cui l’agricoltura ha bisogno di investimenti al credito, nelle infrastrutture e nella ricerca.

“Questo coordinamento – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Salerno Corrado Martinangelo – rappresenta una sponda per trovare nuove alleanze con le Regioni, le
associazioni di categoria, la chiesa. Noi crediamo sia importante mettere al centro dell’attenzione l’agroalimentare e predisporre risorse per investire in qualità”.

Impostazione condivisa dal presidente della Camera di Commercio di Potenza Pasquale Lamorte, il quale ha ricordato che esiste già un protocollo d’intesa tra l’Ente da lui rappresentato e
la Provincia di Potenza. “Apprezzo la piattaforma, soprattutto per la sua idea forte di piena attuazione della modifica del Titolo V della Costituzione. Riguardo al concetto di “Distretto meridionale” – ha affermato Lamorte – credo sia necessario lavorare piuttosto su consorzi interregionali, dove in qualche modo i territori abbiano
interessi e produzioni agricole convergenti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore regionale all’Agricoltura Vincenzo Viti, per il quale “si deve arrivare al “Distretto meridionale” tramite accorpamenti interregionali. In questo
contesto, la Regione assumerebbe al ruolo di punto di coordinamento alto. Dalla crisi profonda che il mondo sta attraversando – ha detto Viti – anche il sistema di valori ne uscirà
rivoluzionato. Ecco perché credo che l’agricoltura, quale accumulatore di risorse e ricchezze, possa essere rimessa al centro del quadrato nelle politiche di sviluppo nazionali e
internazionali”.

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