Istat: più forte la crisi del lavoro al Sud

Istat: più forte la crisi del lavoro al Sud

“I dati Istat sono i primi a fotografare la crisi nella sua piena espansione, sia per il centro Nord che per il Sud del Paese”. Lo ha dichiarato in una nota Giorgio Santini, Segretario
confederale della Cisl. “Nel Mezzogiorno – ha sottolineato Santini-  tutti gli indicatori sono peggiorati molto di più che nel resto del Paese, compreso un incremento significativo
del tasso di inattività che, segnalando un effetto di scoraggiamento, amplifica la valenza negativa degli altri indicatori.
Emerge anche una netta riduzione dei lavoratori a termine che, come evidenziato ripetutamente dalla Cisl, sono i primi ad essere colpiti dai processi di ‘riaggiustamento’.
Per la Cisl sono positive le misure già decise dal Governo, in particolare il miglioramento del  sostegno per i precari e l’accelerazione delle procedure per la cassa integrazione, ma
ora servono tempi rapidi per la loro attuazione e lo stanziamento delle risorse”. “Vanno favoriti principalmente – ha precisato Santini- i contratti di solidarietà in quanto strumenti
particolarmente idonei a mantenere i lavoratori nella filiera produttiva, potenziando sia gli incentivi ai datori di lavoro che la copertura del reddito dei lavoratori, soprattutto nelle piccole
imprese”.
“Altro strumento per arginare i licenziamenti – ha concluso il sindacalista- è la  cassa integrazione ordinaria, che va resa più flessibile ed utilizzabile, estendendo  ai
settori più colpiti dalla crisi la norma della finanziaria 2003 già utilizzata per il solo settore auto, prevedendo la modifica dell’attuale criterio di computo per il quale ogni
settimana in cui è effettuato un periodo di sospensione, anche parziale, viene contata per intero, l’allungamento della durata massima portandola da un anno nel biennio a due anni nel
triennio”.

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