Bardolino e Chiaretto: Dal 1° agosto, obbligatorio il contrassegno di Stato
16 Luglio 2012
Dal prossimo primo di agosto tutte le bottiglie di Bardolino e di Chiaretto che verranno immesse sul mercato dovranno recare attorno alla capsula la fascetta di Stato, a garanzia dell’origine del
prodotto. “Si tratta di una scelta – spiega il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi – che va nella direzione della più ampia ed effettiva tutela del consumatore:
vogliamo che chi acquista una bottiglia di Bardolino o di Chiaretto abbia la piena garanzia sul vino che beve”.
Ovviamente, ancora per qualche mese ai tavoli dei ristoranti e sugli scaffali di enoteche e supermercati si troveranno anche bottiglie prive di fascetta: si tratta del vino imbottigliato prima
di agosto. Ma dalla prossima vendemmia non potrà più esserci una sola bottiglia del rosso Bardolino e della sua versione rosata, il Chiaretto, senza il contrassegno di
Stato.
Un intervento che modificherà radicalmente le abitudini degli oltre 100 produttori di Bardolino e l’immagine di ben 32 milioni complessivi di bottiglie: sono infatti 21 i milioni di
bottiglie del Bardolino e 11 quelli di Chiaretto prodotti annualmente dai vignaioli della sponda veneta del lago di Garda e del suo entroterra collinare. “Per una denominazione d’origine delle
nostre dimensioni, quindicesima in Italia per volumi prodotti – dice Tommasi -, si tratta di un atto volontario di serietà e di coraggio che ha pochi paragoni nel territorio nazionale,
ma siamo convinti che i costi che andremo a sostenere saranno interamente orientati alla soddisfazione della nostra clientela, così come vanno in questa direzione i rigorosi controlli
che stiamo attuando nei vigneti e nelle cantine”
“Con questa decisione – aggiunge il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – si chiude il cerchio di un lavoro quadriennale che ha portato al completo riassetto della
nostra denominazione, in primo luogo tornando a costruire una precisa identità basata sulla tradizione, poi approvando un nuovo disciplinare di produzione, orientato verso una più
marcata affermazione del ruolo dei vitigni autoctoni, e soprattutto della corvina veronese, che ora può salire sino all’80% dell’uvaggio, e della rondinella, ed ora decidendo anche di
apporre la fascetta di Stato su tutte le nostre bottiglie, a difesa del consumatore contro ogni possibile rischio di contraffazione del nostro prodotto”.
Il mercato del Bardolino e del Chiaretto, intanto, mostra una sostanziale tenuta rispetto ai livelli di vendite dell’anno precedente, nonostante qualche segnale di rallentamento che si era
riscontrato in primavera, a causa di un andamento climatico che non favoriva il consumo di vini freschi e giovanili come quelli bardolinesi. Ai minimi storici le giacenze nelle cantine, a
conferma del positivo trend di mercato degli ultimi quattro anni.
Redazione Newsfood.com+WebTv





