L’ECONOMIA DELLA LOMBARDIA – Banca d’Italia 17 giugno 2026

L’ECONOMIA DELLA LOMBARDIA – Banca d’Italia 17 giugno 2026

By Giuseppe

Crescita lenta e incertezze ma molta liquidità: in Lombardia economia in attesa

 

Prospettive buone ma dati contraddittori nel Rapporto di Banca d’Italia

 

Data: 17 giugno 2026

di Saverio Fossati

17 giugno 2026 Banca d’Italia Presentazione de “L’ECONOMIA DELLA LOMBARDIA”

Crescita lenta e incertezze ma molta liquidità: in Lombardia economia in attesa

Prospettive buona ma dati contraddittori nel Rapporto di Banca d’Italia

La Lombardia cresce meno lentamente del resto dell’Italia ma, accanto a una serie di difficoltà, sono molte le note positive a bilanciare l’incertezza di molte imprese sul prossimo futuro.
In sintesi, il Rapporto sull’economia lombarda (scarica il pdf)  presentato il 17 giugno alla sede milanese di Banca d’Italia e frutto del lavoro dei suoi ricercatori (Massimiliano Rigon – coordinatore, Davide Arnaudo, Francesco Bripi, Maria Giulia Cassinis, Paola Monti, Giovanni Pianon, Sara Pinoli, Elena Sceresini, Giulia Martina Tanzi, Andrea Trapani e Gianluca Viggiano), presenta dati che offrono la possibilità di formare vari scenari ma non è semplice avviare previsioni vere e proprie.

Giorgio Gobbi

Alla presentazione, cui ha partecipato Assoedilizia Informa, l’introduzione è stata svolta da Giorgio Gobbi,, direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, ha spiegato infatti che “La nota ha come obiettivo principale l’analisi dell’economia nel 2025. Ma ci sforziamo di analizzare in una prospettiva di medio termine: nel 2025 l’economia lombarda ha continuato a crescere, nonostante le guerre”. Le prospettive, ha detto Gobbi, dipendono in modo cruciale dall’esito dei conflitti armati.

Negli ultimi 15 anni il Pil lombardo è a +10% rispetto al 2008, in Italia solo a +3%. Ma la popolazione è aumentata in Lombardia e diminuita in Italia, quindi la differenza sul Pil pro capite è meno forte.
I comparti industriali restano centrali con il 31% degli occupati ma nel 2008 era del 36%, quindi c’è uno spostamento dell’occupazione verso i servizi. Quanto alle retribuzioni, i lavori di qualità sono pagati meglio ma in Italia e in Lombardia le retribuzioni reali non si discostano in modo significativo rispetto al 2008.
È documentata una forte eterogeneità (si veda la nota): le retribuzioni sono cresciute in misura modesta nell’industria e negli altri settori dei servizi sono diminuiti (a livello nazionale va anche peggio).

Nel 2024 abbiamo più occupati nelle grandi imprese che nelle Pmi e in Lombardia il fenomeno è più accentuato.
Dovendo fare una sintesi, ha concluso Gobbi, negli ultimi due decenni la forza dell’economia lombarda è stata di attrarre risorse umane e finanziarie, con la forza lavoro impegnata più nelle grandi imprese ma senza premiare i lavori ad alto contenuto di conoscenza, mentre si assiste a lente e profonde trasformazioni economiche legate alle evoluzioni tecnologiche e demografiche. Le prospettive di crescita sono sempre più affidate alla capacità di innovare e attrarre i giovani talenti.

Massimiliano Rigon

La parola è passata a Massimiliano Rigon (Banca d’Italia – Sede di Milano), che ha evidenziato come nel Rapporto si evidenzia un peggioramento del clima di fiducia e come l’aumento dei prezzi dell’energia abbiano influito. L’economia, ha detto Rigon, ha tenuto nel primo trimestre 2026 ma ci sono perplessità sul futuro.
La manifattura è a +1,2% nel 2025, la crescita prosegue anche nel primo trimestre 2026 e le Olimpiadi invernali hanno portato 400 milioni alla Lombardia.

Nel settore immobiliare, ha sottolineato Rigon, si è assistito a una crescita nei prezzi e nelle compravendita, in ambedue i settori (residenziale e non).
Le esportazioni sono cresciute dell’1,12% a prezzi costanti, meno della domanda potenziale. Il 40% delle imprese esporta negli Usa che per importanza è il terzo mercato in Lombardia ma in generale anche chi non esporta direttamente è fortemente influenzato da quanto si decide negli Stati Uniti o esporta verso aziende che poi hanno rapporti commerciali con gli Usa.

Gli investimenti programmati sono in riduzione nel 2026, soprattutto a causa del rischio geopolitico (rilevante per i due terzi delle imprese).
Le imprese impiegano la robotica e l’Ai (il 60% di quelle del settore servizi e il 50% nell’industria).
Quanto all’innovazione, le imprese lombarde vanno bene (i brevetti depositati sono il doppio della media italiana) ma, nel dettaglio, meno nei settori informatica, tecnologia digitale e medica, dove sono decisamente più avanti gli altri Paesi. 

Quanto al mercato del lavoro, rispetto al 2018 il tasso di occupazione è salito ed è al livello del 2028; la forza lavoro è cresciuta ma è stata favorita dal’aumento della popolazione lavorativa tra i 55-64 anni, che ha aumentato la sua partecipazione (per l’allungamento dell’età pensionabile), mentre per i più giovani la tendenza è inversa (tendono a proseguire gli studi); la differenza è meno forte nei servizi.
I lavoratori stranieri sono mediamente più giovani (36 contro 47 anni degli occupati italiani) ma il 47% è in professioni non qualificate e le donne sono occupate prevalentemente nei servizi domestici e di assistenza.

Le retribuzioni reali ancora inferiori al 2008 ma in Lombardia la differenza è meno forte che in Italia, mentre la differenza tra le retribuzioni più basse e quelle più alte si è ampliata. Le retibuzioni orarie sono superiori del 9,4% alla media italiana ma in “composizione” è solo un 4,6% e in termini reali il costo della vita in Lombardia è dell’8% superiore alla media italiana.

Davide Arnaudo

Davide Arnaudo (Banca d’Italia – Sede di Milano) ha dedicato il suo intervento alle imprese, specificando  che oltre il 75%  ha chiuso i bilanci 2025 in utile, in lieve calo sul 2024 ma in linea con il decennio, con elevate riserve di liquidità rispetto al periodo ante 2020. I depositi sono cresciuti dell’1,8 per cento, indirizzati verso attività finanziarie (+ 23,9% nel 2025)
I prestiti delle banche alla imprese sono tornati a crescere nel 2025 ma molto diversificati, soprattutto verso le costruzioni  e i servizi e non verso la manifattura; meno crediti a Pmi (del resto in calo dal 2010) e più alle grandi:  le percentuali soni passate dal 40% al 10% dal 2005, anche per l’uscita dal mercato di molte Pmi a rischio medio-alto; meno credito è stato comunque accordato a quelle a rischio elevato.
Le operazioni di investimenti in venture capital e private equità sono salite in Lombardia da 181 a 250 nel 2024-2025 e da 433 ml a 700 milioni in termini di capitali; quelle di private equity hanno avuto un crescita importante nel 2021-2015 soprattutto con partecipazione di fondi esteri (presenti nel 55% delle operazioni).
Famiglie puntano ai depositi, che sono in crescita, con i titoli (soprattutto di Stato) a +10% rispetto al 2024. L’indebitamento èmin salita soprattutto per i mutui casa, a  +3,8% nel 2025  (il rapporto indebitamento/redditi disponibile è al 54% in Lombardia rispetto al 51% italiano)

Andrea Brandolini

Alla tavola rotonda che è seguita alla presentazione del Rapporto, moderata da Valentina Za (Giornalista, Reuters) è intervenuto per primo Andrea Brandolini (capo del Dipartimento di Economia e Statistica della Banca d’Italia), che ha sottolineato come la situazione geopolitica abbia acquisito un’importanza diversa negli ultimi anni e influenzi ormai in modo massiccio l’economia.
Nel 2025 il Pil mondiale, ha sottolineato Brandolini, è comunque cresciuto del 3,4 per cento: “Un dato che ci ha sorpreso positivamente (sotto il 3% erano le previsioni) ma questa resilienza è dovuta al forte riorientamento degli scambi: la Cina ha esportato verso altri Paesi e ha continuato a farlo anche verso gli Usa con triangolazioni, i dazi hanno avuto meno effetto e poi c’è l’Ai: metà dei flussi globali di merci sono legati all’intelligenza artificiale”.
In questa situazione è intervenuta la guerra nel Golfo Persico e nonostante la pace, la crescita potrebbe essere del 3,1%, comunque meno del 2025. L’incertezza è forte e ormai si può parlare solo di scenari e non di previsioni.

 

Anna Gervasoni

Anna Gervasoni (rettrice della LIUC – Università Cattaneo) ha esordito con un dato: “Abbiamo un gap pauroso: perdiamo il 5 per mille dei laureati ogni anno, in Lombardia anche di più”.
Le nostre eccellenti università attirano anche gli studenti stranieri ma dal 2020 al 2024 l’indice è migliorato rispetto a Francia-Germania-Spagna-Svizzera-Austria (dove i nostri giovani vanno a lavorare) e oggi l’Italia è al 93.

La “maturità” dei giovani (cioè con lavoro e casa) in Italia si raggiunge tardi, ha detto Gervasoni: in Italia si arriva a questa soglia a 40 anni  e in Lombardia sui 35 anni. Altro grande tema è la casa, per cui le famiglie si indebitano.
A Milano un giovane con contratto a tempo indeterminato può permettersi di comprare con un mutuo una casa di 22 metri quadri, a Roma di 25. Nello hinterland va meglio ma poi si deve raggiungere il lavoro a Milano e quindi c’è un problema infrastrutturale.  I nostri giovani, ha ricordato Gervasoni, non sono pagati come negli altri Paesi.
Abbiamo però due positività: la voglia di fare impresa (soprattutto in Lombardia e a Milano in particolare) e un indicatore sul benessere-felicità: soprattutto in Lombardia i giovani sono molto contenti quando hanno un lavoro, molto più che negli altri Paesi.

 

Stefano Caselli

 

Stefano Caselli (Dean della SDA Bocconi School of Management) ha evidenziato che “Il credito sta crescendo e nel modo giusto: si sposta su aziende più grandi e di maggiore qualità.
Non è vero a chi non ne ha bisogno ma va a chi sostiene scelte strategiche appropriate”.
Oggi sul mercato liquidità e ricchezza sono incredibili, ha detto Caselli, e il problema è semmai trovare luoghi appropriati in cui investire, per questo venture capital e private equity sono così in espansione.
La Lombardia è un luogo di accumulazione di ricchezza, con una straordinaria quantità di risorse finanziarie e il problema è come utilizzarle per finanziare la crescita del nostro Paese e non altrove.

di Saverio Fossati

Cover: Brandolini – Gervasoni – Caselli – Economia della Lombardia 2026 – Banca d’Italia


 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

Assoedilizia – Associazione Milanese della Proprietà Edilizia

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Redazione Newsfood.com
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