Arben Dedja: “Trattato di Medicina in 19 racconti e mezzo”

Arben Dedja: “Trattato di Medicina in 19 racconti e mezzo”


Arben Dedja: “Trattato di Medicina in 19 racconti e mezzo”

 

Al Salone Internazionale del Libro, ARBEN DEDJA PRESENTA LA SUA ULTIMA OPERA AL POLO DEL’900

 

Nell’ambito della XXXIII° edizione del Salone Internazionale del Libro, venerdì 15 ottobre, come evento esterno, alla Sala Conferenze del Polo del 900 è stato presentato il libro di Arben Dedja: “Trattato di Medicina in 19 racconti e mezzo”, alla presenza dello stesso autore, medico e scrittore albanese. Si tratta di una delle più belle raccolte di racconti di autori albanesi di tutti i tempi e uno dei libri più interessanti, in cui vengono raccolte storie vere, surreali, paradossali sulla professione medica.

All’evento, proposto presso la Sala Conferenze del Polo del ‘900, a Torino, dal Centro Albanese, in collaborazione con la Fondazione Vera Nocentini, con l’autore sono intervenuti il giornalista Benko Gjata, presidente del Centro e la scrittrice Marcella Filippa, direttrice della medesima fondazione.

L’autore dialoga con i due moderatori

 

Davanti ad un folto pubblico costituito principalmente da albanesi immigrati, in particolare dopo il periodo conosciuto come: “anarchia albanese” del 1997, in cui bande di criminali hanno portato allo sfascio delle istituzioni, e sollecitato dalle domande e osservazioni pertinenti del giornalista e della scrittrice presente in sala, l’autore ha consentito agli appassionati di letteratura e cultura albanese di approfondire la conoscenza di un’opera letteraria tra le più eccelse degli ultimi anni della letteratura albanese, apprezzata da critici e da un vasto pubblico. Lo scrittore si è disvelato al pubblico; conosciuto come personalità della letteratura albanese di spicco, riesce a emergere sia nell’attività di medico e ricercatore eclettico e polivalente, con una ricca produzione letteraria che spazia dalla poesia, alla prosa, alle traduzioni letterarie.

L’autore ha ricordato, come si evince anche dalla sua Premessa del suo libro “Trattato di Medicina”, frutto di un’esperienza unica e lunga memoria personale, conferma che è per emulare il padre e il nonno che si fecero onore nel campo della medicina albanese che ha deciso di scriverlo, dal momento in cui non esercita più direttamente la professione medica sul campo, egli è desideroso che, come per gli avi, gli sia dedicata una via, essendo questo testo: “…come tutti i Trattati assai esauriente…”, e sarà probabilmente vindice del suo desiderio di eternare la fama attraverso una dedica a futura memoria nella toponomastica della sua città (la capitale Tirana).

 

Un folto pubblico segue la conferenza

 

Testo elaborato per Newsfood da Andrea Novarino

 

 

 

 

Redazione Newsfood.com
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