APPROVATA LA LEGGE DI RIFORMA DELLE COMUNITA' MONTANE

E’ stata approvata il 27 giugno dal Consiglio regionale la legge «Disposizioni modificative della legge regionale 2 luglio 1999, n. 16» sul riordino delle
Comunità montane piemontesi. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di risparmio prefissati dalla legge finanziaria, il provvedimento individua in 23 il numero
massimo delle Comunità montane, così suddivise per provincia:

– due per Alessandria;

– tre per Biella;

– sei per Cuneo;

– sei per Torino

– quattro complessivamente per Verbano Cusio Ossola e Novara, di cui una interprovinciale;

– una per Vercelli;

– una per Asti.

A questa sostanziale riduzione si perverrà con delibera del Consiglio Regionale entro 4 mesi dall’approvazione della legge, con la facoltà per i Comuni che attualmente
fanno parte di una Comunità montana di proporre l’uscita dall’ente e la costituzione in unioni di Comuni. Nel caso in cui la Regione non provveda al riordino entro il termine
stabilito, avrà effetto la norma della legge finanziaria, con la conseguente soppressione di circa un terzo delle Comunità montane.

La presidente Bresso ha espresso piena soddisfazione «per l’approvazione di una legge che, nel rispetto degli impegni presi con il precedente governo, riduce significativamente il
numero delle Comunità montane con un conseguente contenimento dei costi. Ciò non toglie che esse restano istituzioni indispensabili e che i fondi per la montagna, in
quanto fondi di riequilibrio tra territori, non possono essere azzerati, mettendo così a rischio la sopravvivenza stessa dei territori montani. Per questa ragione, ci auguriamo che
il governo non decida davvero di abolire le Comunità montane: se ciò avvenisse daremo battaglia e potremo comunque decidere, insieme ai sindaci interessati, di creare
delle unioni di Comuni su base volontaria che, in pratica, continueranno a svolgere le stesse funzioni e ad usufruire dei fondi messi che a disposizione dalla Regione (18 milioni nel 2008, a
fronte di una riduzione di quelli statali da 17 a circa 10 milioni)».

«La nuova disciplina – sintetizza l’assessore allo Sviluppo della montagna e foreste, Bruna Sibille – si basa sulla riduzione del numero delle Comunità montane e su un
sistema rappresentativo e di governo più snello. Non ci siamo così sottratti al vincolo posto dal governo con la legge finanziaria e abbiamo salvaguardato il governo
della montagna, nell’interesse delle terre alte. Ora tocca al Governo fare la sua parte».

Nell’ottica della razionalizzazione degli apparati istituzionali delle Comunità montane la legge introduce un nuovo sistema elettorale ad elezione
«diretta» del presidente da parte dei Consigli dei comuni appartenenti alla Comunità, sistema il cui obiettivo è rendere il governo degli enti
montani più stabile e meno dipendente dalla variabilità politica delle diverse amministrazioni comunali. La legge rapporta poi le indennità del presidente
e dei consiglieri a quelle degli amministratori dei comuni con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti.

Il nuovo sistema permette una riduzione molto consistente del numero degli amministratori che, abbinata alla diminuzione delle relative indennità, contribuisce al perseguimento
dell’obiettivo di risparmio, garantendo nel contempo il rispetto del principio di rappresentatività delle minoranze a livello di Comunità montana e non
più dei singoli comuni. Grazie alla nuova disciplina, risulterà drasticamente ridotto il numero dei consiglieri, ora calcolato sulla base della popolazione complessiva
dell’ente, e quello degli assessori, pari a quattro per le Comunità con popolazione inferiore ai 30 mila abitanti e a sei per quelle con popolazione superiore alle 30 mila
unità.

Tra le novità vi è l’introduzione dell’Assemblea dei Sindaci che permette a tutti i Comuni di partecipare alla vita dell’ente montano. Si tratta di un organo
consultivo, di proposta e di raccordo, finalizzato a favorire la coesione sulle strategie di sviluppo del territorio. L’Assemblea dei Sindaci è composta dai sindaci dei comuni della
Comunità ed esprime parere obbligatorio e vincolante in materia di gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali.

Un emendamento della Giunta ha infine consentito di inserire nella legge una norma finanziaria; le risorse stanziate serviranno ad accompagnare le Comunità montane nel percorso di
riordino.

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