DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO

La Giunta regionale ha approvato, nel corso della seduta odierna, su proposta dell’assessore all’Istruzione e Formazione professionale Gianna Pentenero, i criteri per l’organica revisione del
piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2009-2010.

La nuova programmazione, sulla base di piani provinciali, intende garantire l’efficace esercizio dell’autonomia amministrativa, organizzativa e didattica, di ricerca e progettazione educativa,
offrire stabilità alle stesse istituzioni e assicurare alle comunità locali una pluralità di scelte articolate su tutto il territorio regionale.

Tali premesse costituiscono la base per un riordino dell’offerta formativa che investirà tutti gli ordini di scuola.

Per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado si intende intervenire gradualmente istituendo, dove si accerti una situazione di sottodimensionamento, istituti
Comprensivi per gli alunni dai tre ai quattordici anni. Tali istituti avranno una popolazione scolastica tra i 600 e 900 alunni, assicurando una composizione il più possibile
equilibrata tra le classi della scuola d’infanzia, primaria e secondaria di 1° grado.

I criteri per la scuola secondaria di 2° grado, sono stati invece formulati tenendo conto del periodo di transizione che la scuola sta attraversando, confermando però il
prolungamento dell’obbligo, le novità che riguardano l’istruzione tecnica e professionale, la costituzione dei poli formativi, del segmento post-secondario e le indicazioni di
riduzione del numero degli indirizzi.

L’offerta formativa in questo caso sarà programmata tenendo conto dei flussi di mobilità, del sistema dei trasporti, del patrimonio edilizio e delle condizioni
territoriali. Secondo i nuovi interventi le autonomie dovranno assumere una dimensione tendenzialmente non inferiore a 700 alunni e non superiore a 1500. La dimensione è infatti la
condizione che permette di offrire un servizio più ampio ed articolato, caratterizzato da stabilità del corpo docente, dalla presenza di professionalità,
da un rapporto efficace con gli enti locali e da una migliore gestione delle risorse umane e strumentali.

Il nuovo piano di dimensionamento regionale, ribadisce inoltre l’importanza dell’educazione permanente e dell’educazione per gli adulti. La riorganizzazione dei CTP e dei serali risponde
infatti alla necessità di arricchire le opportunità di apprendimento durante tutto l’arco della vita; innalzare i livelli di istruzione della popolazione adulta e
creare sul piano operativo – gestionale un sistema specifico per l’istruzione degli adulti non più dipendente da altri ordini di scuola e pertanto libero di adottare
modalità proprie di intervento.

La Regione intende a questo proposito dare applicazione a quanto previsto dal decreto del 25 ottobre 2007 del ministero della Pubblica Istruzione, con l’istituzione di un gruppo di lavoro che
definisca i criteri di programmazione dei nuovi CPIA (Centri Per Adulti) su tutto il territorio piemontese. I Centri, in cui confluirà l’attuale attività dei CTP
(centri territoriali permanenti ) e dei corsi serali, godranno di piena autonomia scolastica e di un proprio organico, svolgeranno attività per il recupero dei saperi e delle
competenze finalizzate all’acquisizione della certificazione di assolvimento dell’obbligo di istruzione, per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore, per la conoscenza
della lingua italiana da parte degli immigrati, per il rientro nei percorsi di istruzione e formazione di soggetti in situazione di marginalità.

«I requisiti di dimensionamento ottimale – precisa l’assessore all’Istruzione e Formazione professionale Gianna Pentenero – sono stati individuati in rapporto alle esigenze e alla
varietà delle situazioni locali e alla tipologia dei settori di istruzione. Il dimensionamento oggi concordato, consegna quindi al territorio un sistema più razionale,
meno frastagliato che risponde alle esigenze reali delle autonomie e della popolazione scolastica. Non si è trattato di vagliare quale criterio utilizzare unicamente in base ai
valori numerici o di razionalizzazione delle strutture ma di agevolare concretamente l’esercizio del diritto all’istruzione».

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