CON IL METODO ISEE ACCERTIAMO I REDDITI REALI DEGLI INQUILINI

 La piena applicazione della legge regionale 27/2007, senza nessuna sospensione, è stata ribadita oggi dall’assessore regionale alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti, nella
seduta straordinaria del Consiglio dedicata, appunto, al tema della casa.

«E’ assolutamente impossibile pensare anche solo a una sospensione della legge – ha detto l’assessore Scotti – anzitutto perché è già
applicata dal 75% dei proprietari. Siamo invece disposti a discutere in Commissione come migliorare questo provvedimento sulla base degli indirizzi emersi dal Consiglio di oggi e dalle sedute
dell’Osservatorio sulla condizione abitativa». «Si tenga però presente – ha aggiunto – che abbiamo avuto il coraggio di mettere mano a una norma che
nessuno in 25 anni ha osato toccare».

Scotti ha anche proposto che i soldi che gli Enti proprietari risparmieranno dall’abolizione dell’Ici vengano utilizzati prioritariamente per gli inquilini in difficoltà, per il
pagamento delle spese condominiali e per i programmi di manutenzione.

Tra le modifiche possibili da introdurre, Scotti pensa da un lato a una differenziazione dei meccanismi di calcolo dei canoni su base territoriale, dall’altro a meccanismi che non penalizzino i
piccoli risparmi e le piccole proprietà immobiliari.

La logica complessiva è dunque quella di stabilire canoni proporzionati al reddito reale degli inquilini in modo da venire incontro ai veri bisognosi e non consentire che i meno
bisognosi godano di ingiustificati privilegi.

I NUOVI CANONI

I canoni sono stati adeguati. Sono distribuiti su quattro aree, a seconda delle fasce di reddito. La prima, quella della Protezione (Isee fino a 9.000 euro), paga ora un minimo di 20 euro al
mese anziché 6. La seconda, quella dell’Accesso (reddito Isee fino 14.000) paga un minimo di 70 euro. La terza, quella della Permanenza (Isee fino a 28.000) paga un minimo di 120
euro mensili e la quarta, quella della Decadenza, (reddito superiore a 28.000 Isee) paga un canone minimo di 170 euro al mese. In ogni caso, come ha fatto rilevare Scotti, «in base
alla nostra legge, il canone non può superare il 22% del reddito netto del nucleo familiare, l’aumento del canone può essere graduato in tre o più anni e
le persone sole usufruiscono di riduzioni fino al 30%».

«Sono previste – prosegue Scotti – numerose altre norme che tutelano le famiglie e che consentono ad Aler e a Comuni di  stanziare fondi per gli inquilini maggiormente in
difficoltà nel pagamento di canoni o spese condominiali».

Sono molto diverse fra loro le caratteristiche delle migliaia di famiglie lombarde che abitano in alloggi di edilizia residenziale pubblica. Ma fra queste ce n’è qualcuna che merita
di essere segnalata come «paradossale» e come esempio concreto della validità della legge regionale.  Oltre al caso più volte ricordato
della signora Maddalena di Rozzano, che pagava il canone minimo pur avendo 2 alloggi e due box in Costa Smeralda, non si può trascurare quello di una famiglia di 2 persone che
possiede immobili con un valore catastale ai fini ICI di 204.400 euro (con la precedente legge avrebbe pagato 17 euro/mese, con la nuova ne paga 120). O quello di un altro nucleo, sempre di 2
persone, che possiede un alloggio con un valore catastale pari a 185.850 euro e che quindi passa da un affitto di 140 euro al mese (meno del canone mensile di un box nell’hinterland di Milano)
a uno di 229.

Ma i casi sicuramente più interessanti sono quelli relativi agli inquilini con ingenti risparmi. C’è chi dichiara un reddito mensile di 615 euro e passa da un canone di
19 euro al mese a uno di 125 perché è riuscito a «mettere via» 283.000 euro e chi, dichiarando lo stesso reddito, pagava 8 euro al mese
d’affitto che sono diventati 125 in quanto possiede 305.000 euro di risparmi. Quello che nessuno si aspettava è che un anziano signore fosse riuscito a
«risparmiare» ben 515.000 euro. Per lui il canone passa da 6 a 125 euro al mese.

QUANTO PAGANO GLI INQULINI IN SEGUITO ALLA NUOVA LEGGE REGIONALE

Alla luce della nuova legge in Lombardia la distribuzione dei canoni nelle case ALER è la seguente:

– 7.000 famiglie pagano solo 20 euro al mese

– 12.000 famiglie pagano tra 20 e 50 euro al mese

– 18.000 famiglie pagano tra 50 e 100 euro al mese

– 32.000 famiglie pagano tra 100 e 200 euro al mese

– 15.000 famiglie pagano tra 200 e 300 euro al mese

– 5.000 famiglie pagano tra 300 e 400 euro al mese

– 1.847 famiglie pagano oltre 400 euro al mese (questi ultimi sono gli inquilini in area di decadenza).

Oltre 15.000 famiglie, di cui oltre 7.000 nell’Aler di Milano pagano un canone inferiore al precedente

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Commento ( 1 )
  1. bb
    3 Marzo 2017 at 5:43 pm

    cosa dire io pago 42 euro in più con un reddito annuo inferiore a 9000 euro ma i signori non sanno fare i conti ne pagavo 20 il 202 % in più pur lavorando mezza giornata e con le spese arrivo a 165 e il palazzo cade a pezzi e fa schifo ho dovuto ristrutturare tutta la casa quando me l’hanno data era una topaia.

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