Antitrust e aperture dei negozi

Firenze – Il Comune di Roma, grazie ad una ordinanza del 2005, aveva multato alcuni esercizi commerciali perché erano rimasti aperti nel giorno di Pasquetta, mentre le norme
consentivano aperture festive solo il 1 Novembre e l’8 Dicembre in tutto il Comune, e tutte le domeniche dell’anno solo ai negozi di zone centrali (la legge, dal 1998, ha liberalizzato
l’apertura degli esercizi commerciali nei Comuni ad economia prevalentemente turistica e nelle città d’arte).

Oggi e’ intervenuta l’Antitrust che, in un comunicato stampa ha scritto: «L’Autorità’, alla luce della normativa nazionale e dei principi antitrust più volte espressi,
chiede che il Comune di Roma riesamini il contenuto dell’Ordinanza nella parte in cui non consente agli esercizi commerciali una libera determinazione delle modalità di svolgimento della
propria attività economica».

Sicuramente l’intervento dell’Autorità e’ importante ed autorevole, e siamo grati e contenti che ci sia stato. Ma a che serve «chiedere» a chi viola delle norme?
Un’Autorità, per essere tale di nome e di fatto, non dovrebbe chiedere ma imporre in base alla legge e, a chi viola o ha violato, dovrebbe far pagare questa inosservanza. Il nostro
Antitrust, però, si limita a chiedere. Ve l’immaginate se a qualcuno che ha commesso un illecito, invece di punirlo gli si chiedesse di smettere e di non farlo più? In molti
penserebbero che nel nostro sistema giudiziario c’e’ qualcosa che non funziona… E’ evidente che, fintanto che la nostra Autorità non avrà armi adeguate contro chi reputa il
mercato e la concorrenza un orpello da comizi elettorali, non ci sarà da stupirsi che la nostra economia e il nostro commercio continueranno ad essere medievalmente esosi e nemici dei
consumatori.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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