Antiossidanti, una cosa da uomini e non-fumatori

Antiossidanti, una cosa da uomini e non-fumatori

Sempre più ricerche evidenziano l’importanza degli antiossidanti per la tutela della salute ed il potenziamento dell’organismo, contro invecchiamento e malattie. Nonostante tale
pedigree, una buona fetta della popolazione continua a trascurare tali elementi: in particole, le categorie più disattente sembrano essere donne e fumatori.

Questo il risultato di una ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano.

Gli esperti hanno lavorato su circa 4000 volontari, età superiore ai 40 anni, ponendo domande su dieta e stile di vita.

In base alle risposte, i più propensi a difendersi con gli antiossidanti sono i maschi non fumatori, nonostante il 30% assuma comunque meno antiossidanti di quanto raccomandato.

In ogni caso, la lista dei bocciati si apre con le donne, la cui quantità di nutrienti (acido ascorbico, carotenoidi, licopene, retinolo, tocoferolo e zinco) è inferiore rispetto
agli uomini di pari età.

Categoria più esposta, quella dei fumatori: nonostante la loro abitudine li renda più vulnerabili di altri, essi sono i consumatori minori di sostanze antiossidanti.

In ogni caso, lo studio Grana Padano è stata l’occasione per ribadire l’importanza di una giusta alimentazione e, in caso di errori, la necessità di leggere i segni del corpo. A
spiegarlo, la dottoressa Michela Barichella, responsabile della Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica Icp di Milano e presidente dell’Associazione italiana di Dietetica (Adi) Lombardia.

In particolare, la dottoressa Barrichella punta il dito sull’invecchiamento precoce della pelle: tale sintomo è una conseguenza dello stress ossidativo, prodotto dei radicali liberi, a
sua volta causato dalla carenza di antiossidanti.

Perciò, “Avere un’alimentazione equilibrata e ricca di antiossidanti aiuta a combattere l’invecchiamento precoce delle cellule, non solo quelle cutanee, che possono creare dei problemi
estetici, ma anche quelle nervose, responsabili di vere e proprie patologie, anche importanti, come le malattie neurodegenerative”.

La scienziata consiglia di incentivare le buone pratiche a tavola, come aumentare le dosi di frutta e verdura, in grado di schermare dai radicali liberi. Allo stesso tempo, bisogna controllare
determinati consumi, come quelli di grassi animali o di ferro.

Matteo Clerici

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