Annata record per il tartufo, i prezzi scendono del 70%!

Annata record per il tartufo, i prezzi scendono del 70%!

Roma – Sarà un 2009 da ricordare per il tartufo italiano: la raccolta del tartufo bianco, che ha già preso il via in Emilia e Toscana, promette infatti, complice la copiosa
pioggia dei mesi scorsi, quantità record, ottima qualità e il vantaggio di prezzi in discesa fino a circa il 70%. “Sarà l’annata del secolo per il nostro pregiato tubero,
potremo dare tartufi a tutta Europa a prezzi ragionevoli”, anticipa Giancarlo Marini, imprenditore del tartufo ad Acqualagna (Pesaro-Urbino) e vicepresidente di Tuberass, l’associazione nazionale
che raduna gli imprenditori del tartufo, commercianti del settore e cercatori.   

La raccolta del tartufo bianco sta partendo in questi giorni nelle varie regioni, poi dal 15 novembre sarà la volta del tartufo nero pregiato, per il quale i prezzi saranno ugualmente in
forte discesa. “E sarà proprio nei mesi novembre-dicembre che il tartufo sarà veramente alla portata di tutti, offrendo il miglior rapporto qualità-prezzo. Se lo scorso anno
la quotazione media era di 2.500 euro al chilo quest’anno dovrebbe attestarsi sugli 8-900 euro al chilo”, sottolinea Marini. Per il prodotto di eccellenza si era arrivati fino a 5.000.
   

“Il tartufo bianco, di cui sono ricche molte regioni italiane, e’ un’esclusiva italiana – osserva Marini – , è un regalo che madre natura fa alla nostra Penisola. Al di fuori dell’Italia,
solo in alcune aree dell’Istria è possibile rintracciarlo. E il tartufo bianco non si può neanche imitare, perché non si può riprodurre per coltivazione come avviene
per quello nero”.   

“Proprio per questa sua unicità – aggiunge Marini – è un prodotto che andrebbe meglio valorizzato dai nostri governanti, come vero ambasciatore del cibo made in Italy. Olio e vino
lo fanno anche altri, il tartufo bianco no”.    

Nelle Marche, dove Acqualagna si segnala come il ‘la roccaforte’ dei tartufi, la raccolta, in ossequio al calendario nazionale, partirà il primo ottobre. “E non si capisce perche’ ad altre
regioni devono essere date anche due settimane di vantaggio nell’inizio della raccolta – commenta Marini – Il calendario di raccolta andrebbe uniformato”.   

La crisi economica non ha avuto grosso impatto sugli imprenditori del tartufo, perché, come spiega Ernesto Di Iorio, imprenditore a Sant’Elena Sannita (Isernia) che ha la maggiore azienda
del Sud di raccolta, conservazione e trasformazione dei tartufi, “chi ha i soldi e si può permettere i prodotti di eccellenza la crisi non la sente, una leggera flessione c’é stata
invece per il tartufo più economico, quello nero estivo che si raccoglie dal primo di giugno al 31 agosto”.   

Di Iorio si è segnalato lo scorso anno per aver raccolto due maxitartufi da record, di cui uno del peso di un chilo e 80 grammi l’ha donato a Telethon in occasione dell’asta
internazionale per beneficienza dedicata al tartufo italiano organizzata ogni anno da Giselle Oberti in collegamento con Dubai e Macao. Lo scorso anno il maxitartufo se l’é aggiudicato per
200.000 dollari un miliardario cinese.  

Ma qual’é il segreto per essere un ‘cacciatore’ dei tartufi? 
‘Esperienza innanzitutto  –  risponde l’imprenditore molisano – Il cercatore deve essere bravo e deve anche avere un buon cane”. Anche per Di Iorio questo sarà un anno da record
per il tartufo italiano e, soprattutto, “l’anno del riscatto dopo le ultime stagioni deludenti”.      

Dagli esperti arriva anche un consiglio per i consumatori: comprate i tartufi piccoli anche esteticamente non perfetti e un po’ bitorzoluti. Costano infatti la metà di quelli grandi e sono
altrettanto buoni, perché hanno le stesse caratteristiche organolettiche.
(foto gentilmente concessa da www.tartuflanghe.com)
Cristina Latessa – Ansa.it per NEWSFOOD.com

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