Ancona, dove si pescano i moscioli
26 Novembre 2010
Ad Ancona e nel territorio circostante, sono presenti particolari cozze, chiamate moscioli.
Più precisamente, il termine “mosciolo” indica i frutti di mare pescati nella zona di Portonovo di Ancona, nel tratto di mare delimitato da Pietralacroce ai Sassi Neri di Sirolo. Il
settore più importante dell’area è lo scoglio chiamato trave: una sorta di strada larga in media 5 metri e lunga 1 chilometro, orientata verso Est/Sud-Est. Il Trave è un
vivaio fondamentale, in grado di favorire la raccolta dei mitili. Oltre ad esso poi, sono presenti numerosi altri scogli, presenza costante fino a 200 metri dalla riva.
All’ambiente sono state aggiunte strutture artificiali: piramidi, costituite da cubi di cemento e gabbioni.
In tale area vivono le cozze anconetane.
Il mosciolo-tipo ha una conchiglia ovolinata, allungata e schiacciata nella parte opposta al bisso con il quale si attacca agli scogli. Presenta un coloro nero violaceo all’esterno mentre
l’interno ha una sfumatura madreperla. Rispetto alla cozza d’allevamento il mosciolo spicca per abbondanza di concrezioni e per l’intenso profumo di mare.
Da sempre presente nell’economia locale, il mosciolo viene pescato dalle maestranze del porto, a volte affiancate dai contadini della costa.
Una volta,la pesca veniva effettuata con le batane (barche a remi) e con una sorta di forcone, che strappava i frutti di mare dagli scogli. Attualmente, l’operazione viene svolta da subacquei
che usano la moscioliniera, una sorta di rastrello dentato.
I moscioli così ottenuti vengono consumati sopratutto d’estate ed hanno una forte valenza sociale. I frutti di mare sono infatti la base per cene tra amici e parenti: tra le varianti, le
più gettonate sono gli spaghetti con i moscioli, i moscioli alla marinara e, sopratutto i “moscioli arrosto”.
Nonostante tale importanza, dagli Anni 80 la pesca e la cura dei moscioli è diminuita drasticamente. Tra le cause, la concorrenza delle cozze di allevamento e le difficili tecniche di
raccolta. Inoltre, la pesca di cozze selvatiche è ormai limitata a pochissimi tratti di costa, non solo in Italia.
A difesa di tale alimento marchigiano si è costituito un Presidio Slow Food. Obiettivi primari dell’associazione sono garantire l’autenticità del prodotto e la sua
tracciabilità, da verificare ungo tutta la catena distributiva. I suoi membri si battono per mantenere un equilibrio tra tempi di pesca e periodi destinati unicamente alla riproduzione.
A tale scopo viene proposta la creazione di un area marina protetta nella zona del Conero.
Infine, va ricordato come il presidio del mosciolo di Portonovo è è sponsorizzato dalla regione Marche, dalla Provincia e dal Comune di Ancona.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Cooperativa Pescatori Portonovo, tel. 071-801042
Matteo Clerici
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