Allergie alimentari, sempre più comuni

Allergie alimentari, sempre più comuni

Le allergie alimentari sono in larga diffusione in tutto il Vecchio Mondo. Tali malattie interessano una larga fascia d’individui, con qualche distinzione legata ad età, o sesso.

Il punto sul problema arriva dagli esperti medici di settore, riuniti nel Meeting sulle allergie alimentari dell’Accademia Europea di Allergia e di Clinica Immunologica.

In base ai dati esposti, in Europa le allergie alimentari colpiscono 17 milioni di persone, sopratutto stagionati: solo 3,5 milioni hanno meno di 25 anni. Tuttavia, negli ultimi anni è
cresciuta la percentuale di bimbi piccoli (0-5 anni). In materia di sesso, le più colpite sono donne, 60% del totale. E non è solo un problema di pruriti e starnuti: sono infatti
aumentati di 7 volte gli accessi al pronto soccorso per reazioni anafilattiche gravi.

Nella black list dei cibi proibiti, il primo posto spetta al latte. Segue poi un trittico fatto di frutta secca (noci, nocciole ed arachidi), tallonati da alimenti come pomodoro, grano, soia,
crostacei, fretta e verdura. Salute a parte, l’intolleranza ad un determinato cibo può causare dei problemi non da poco al soggetto, che si trova a dover tappare un buco nella dieta con
una toppa a lui congeniale.

Ed i problemi aumentano se si unisce un soggetto vulnerabile (i bambini) all’allergia verso un cibo importante come il latte. A tracciare il quadro è la dottoressa Maria Antonella
Muraro, presidente del congresso e responsabile del Centro dedicato allo studio e alla cura delle allergie e delle intolleranze alimentari, operativo nella Regione Veneto all’azienda
ospedaliera dell’Università di Padova (www.centroallergiealimentari.eu).

La dottoressa Muraro spiega infatti come minori allergici al latte siano costretti a “Ricorrere a latti speciali molto costosi. Se non introducono infatti un adeguato sostituto del latte
vaccino possono andare incontro a gravi squilibri nutrizionali con una compromissione della crescita e vera e propria malnutrizione. Un barattolo da 400 grammi di latte speciale per bambini
allergici alle proteine del latte vaccino costa dai 20 ai 48 euro”. Le cifre finali non sono trascurabili: “Se pensiamo che un lattante di 4 mesi consuma da 2 a 3 barattoli alla settimana, la
relativa spesa mensile si aggira in media sui 500 euro e per i primi due anni di vita, in cui tali prodotti sono indispensabili, le famiglie venete spendono complessivamente oltre 4 milioni di
euro ogni anno”.

In Europa, la maggior parte degli Stati viene incontro alla famiglie, rimborsando gli acquisti speciali dietro prescrizione medica. In Italia, invece, “Solo Lombardia, Friuli e Sardegna coprono
i costi dei latti speciali, che altrove sono totalmente a carico della famiglia”.

Oltre a fare il punto sulla situazione, il meeting sulle allergie alimentari analizza la situazione a livello di rimedi. La dottoressa Muraro ritiene così come la prima arma sia
l’informazione e la consapevolezza: ancora troppe persone banalizzano il problema, ignorando come le allergie siano potenziali portatrici di reazioni gravi. La conoscenza è invece un
arma: perciò, “Sforzi maggiori devono essere dedicati all’identificazione dei bambini a rischio attraverso una diagnosi appropriata, con prove allergologiche cutanee e sul sangue”.

Parlando infine delle terapie vere e proprie, la Muraro spiega come “L’esclusione dell’alimento rappresenta tuttora l’unico trattamento efficace nella prevenzione della reazione allergica. Sono
tuttavia in corso nel mondo sperimentazioni di possibili cure che vanno dalla desensibilizzazione per via orale o sublinguale ai preparati contenenti estratti derivati dalle erbe cinesi, fino
alla realizzazione di veri e propri vaccini”.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento