Alitalia: tsunami Air-France su Malpensa: -8 milioni di passeggeri

Milano – I voli settimanali ridotti da 1238 a 445, da 85 destinazioni servite a 42, di cui 35 con frequenza ridotta da 7 giorni su 7 a 3 su 7, solo 7 rotte rimarranno come ora.

Otto milioni di passeggeri in meno ogni anno. Migliaia di disoccupati, fino a una stima di 8.000 calcolando l’indotto. Un vero è proprio «tsunami» che sta per abbattersi
sulla Lombardia e sul Nord Italia, come l’ha definito il presidente della Regione, Roberto Formigoni.
I dati, raccolti da Regione Lombardia, sono stati resi noti oggi per la prima volta nel corso di una conferenza stampa con gli assessori alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo
e il Territorio e Urbanistica, Davide Boni. Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili – e già verificabili provando ad esempio a prenotare i voli via internet da aprile in avanti
– Regione Lombardia ha infatti disegnato lo scenario derivante dai piani di Alitalia e Air France per Malpensa, elaborando e rendendo noti per la prima volta i dati del netto ridimensionamento
che è destinato a subire lo scalo varesino.
Formigoni e i suoi assessori si preparano al Tavolo Milano annunciato per il 15 gennaio, lavorando per confermare una posizione unitaria delle istituzioni e del sistema lombardo e ribadendo,
come hanno spiegato Boni e Cattaneo, le richieste già preannunciate. Che sono: 1) rivedere la scelta di Air France perché contraria agli interessi del Paese; 2) ottenere,
altrimenti, una moratoria che permetta di costruire un’alternativa; 3) cambiare le regole del sistema in modo da consentire davvero concorrenza e libertà di mercato.

«Le cifre – sottolinea Formigoni in una dichiarazione – dimostrano come un vero e proprio Tsunami sta per abbattersi sulla Lombardia. Devastante nelle sue conseguenze occupazionali, che
colpiscono migliaia di posti di lavoro, finora non coperti da nessuna garanzia, e piccole e medie imprese altrettanto non coperte da nessuna garanzia. Devastante per l’economia complessiva del
sistema Lombardia e del sistema Italia, per la perdita dell’accessibilità intercontinentale della nostra Regione e del nostro Paese. Uno tsunami capace quindi di mettere in grave
difficoltà l’intero sistema se il Governo non accettasse di concorrere con noi alla individuazione di soluzioni alternative». «Diffondiamo questi dati sulle rotte e i voli
tagliati e sulle relative conseguenze – dice ancora il presidente lombardo nella sua dichiarazione – perché riteniamo necessario che i cittadini si rendano sempre meglio conto di come la
battaglia per la difesa di Malpensa e degli aeroporti del Nord è una battaglia per la difesa delle condizioni di vita e di lavoro di ciascuno di loro».

«Regione Lombardia al Tavolo Milano – ha aggiunto Cattaneo in conferenza stampa – non si accontenterà di una semplice discussione o di un dibattito di facciata, ma
pretenderà fatti concreti. In base a questi numeri e alle fin troppo facilmente prevedibili ripercussioni sociali ed economiche che il ridimensionamento di Malpensa comporterà,
Regione Lombardia chiederà al Governo di prendersi le proprie responsabilità e di garantire una moratoria di almeno 5 anni in cui non vengano toccati i voli su Malpensa per
impedire questo smantellamento già in atto».

«La scelta che vede privilegiare l’opzione Air France nel futuro di Alitalia – ha commentato l’assessore Boni – causerà un impatto economico di enorme portata, in una fase in cui
si stanno concretizzando interventi programmati da tempo su Malpensa e sul suo territorio, sia sotto il profilo infrastrutturale che sotto quello della salvaguardia ambientale, con 190 milioni
di euro destinati agli interventi di delocalizzazione delle aree attorno al sedime aeroportuale.
Senza dimenticare il percorso compiuto in questi anni, attraverso il confronto con gli enti locali bresciani, per la messa a punto del piano d’area per lo sviluppo dello scalo di
Montichiari». «Una situazione, quella che si profila a seguito delle ipotesi di cessione di Alitalia – ha aggiunto Boni – che vanifica la programmazione strategica regionale degli
ultimi 10 anni: con questa scelta il Governo sposta il baricentro economico del paese fuori dai confini lombardi, da un territorio che da solo rappresenta il 20% del Pil nazionale e per il
quale non bastano certo le ventilate ipotesi, emerse nell’incontro di ieri con Prodi, di ammortizzatori sociali per le migliaia di lavoratori dello scalo varesino. E di fronte a ciò non
possiamo fermi e zitti».

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