Questione Malpensa: il punto di vista della CdC Varese

Varese – Senza entrare nel dibattito politico in corso relativo alle decisioni di governo Alitalia e Air France, la Camera di Commercio di Varese non può non farsi interprete
della sensazione di notevole incertezza e preoccupazione di una larga fetta dell’imprenditoria varesina.

Soprattutto di coloro che, nell’ultimo decennio, hanno investito energie e risorse in attività economiche dell’indotto aeroportuale, nella prospettiva dello sviluppo dell’hub varesino.
Imprenditori e, conseguentemente, lavoratori, che dall’operare in un contesto che aveva portato Malpensa a tassi di crescita superiori a quelli di molti hub europei, dovranno fronteggiare una
realtà fortemente ridimensionata, che metterà a rischio investimenti, posti di lavoro e prospettive di crescita. «Dodici voli trasferiti a Fiumicino, già dal prossimo
mese di aprile, e per di più verso aree che rappresentano il 30% delle esportazioni complessive della nostra provincia, hanno immediati riflessi negativi per le imprese del
territorio» sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Varese Bruno Amoroso. «Pensiamo infatti a quanti operatori e merci si muovono continuamente da e verso quelle aree
a quanto aumenteranno i costi per mantenere gli attuali livelli di interscambio, a quante opportunità di business potranno essere perse. Per non parlare poi delle imprese dell’indotto,
che subiranno ripercussioni da ogni decollo e da ogni atterraggio spostato in altri scali: 466 euro di valore perso sul territorio per ogni passeggero in meno, come dimostra la ricerca
commissionata da Sea allo studio Ambrosetti.

Il che equivale a una perdita di non meno di 500 milioni di euro all’anno, di cui gran parte rappresentati da prodotti, servizi, lavoro sul territorio varesino». «La questione
Malpensa, a questo punto» prosegue il presidente Amoroso « non può che essere in testa all’agenda dei lavori delle prossime riunioni del consiglio e della giunta camerali,
anche in vista del programma pluriennale della camera di commercio che dovrà essere steso entro il mese di aprile, sentiti i rappresentanti delle categorie economiche».

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