Alimentazione notturna? La colpa è del DNA

Alimentazione notturna? La colpa è del DNA

Una mutazione genetica disturba il ritmo sonno-veglia. La sindrome da alimentazione notturna: disturbo che porta il soggetto a svegliarsi di notte ed a mangiare. Per molto tempo considerata un mito, ora la sindrome è riconosciuta: tra le ipotesi sull’origine, in primo piano il ruolo del DNA.

Il merito è di una ricerca del Salk Institute for Biological Studies, diretta dal dottor Satchidananda Panda e pubblicata su “Cell Reports”.

Gli scienziati si sono appoggiati a ricerche iniziate circa 10 anni fa, secondo cui una mutazione del gene PER2 causa disturbi del sonno di tipo ereditario.

Tuttavia, l’uomo ha tre proteine PER e tutte hanno un ruolo nei nei meccanismi che sincronizzano l’orologio interno all’organismo con lo scorrere delle ore della giornata.

Gli studiosi hanno così cercato informazioni sulla stessa mutazione, ma sul gene PER1.

In cerca d’informazioni, sono stati impiegati topi mutanti (privati del sistema di geni PER) in cui si esprimeva la la variante umana mutata di PER1 e PER2. Messi a confronto con topi normali, i topi mutanti si addormentavano prima degli altri, provavano prima appetito ed interrompevano il sonno per mangiare. Inoltre, le analisi hanno provato come i loro livelli di PER1 si riducevano durante il sonno ed aumentavano durante gli stati di veglia.

Secondo il capo della ricerca, il lavoro svolto consentirà maggiori informazioni sull’effetto del ritmo sonno-veglia e sui rapporti con l’alimentazione anche negli umani. A riguardo, il dottor Panda fa notare come, quando i topi mutanti venivano sottoposti a dieta, non mostravano effetti negativi dovuti all’alimentazione sregolata. Perciò, è ragionevole sostenere come lo stesso potrebbe valere per gli umani affetti da sindrome dell’alimentazione notturna: eventuali eccessi di peso potrebbero essere curati con attenzione alla tavola.

 

Matteo Clerici

 

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