Lavoro a turni? Proteine, poi carboidrati

Lavoro a turni? Proteine, poi carboidrati

By Redazione

Chi lavora a turni, spesso deve lavorare di notte, modificando il naturale ritmo sonno-veglia.

Questo crea delle difficoltà, ma con i corretti accorgimenti (anche alimentari) è possibile difendersi dal rischio di sovrappeso.

E’ la conclusione raggiunta da una ricerca dell’Università Carlo Bo (Urbino) e dell’Università Politecnica delle Marche, diretta dai dottori Emilia Prospero e Pamela Barbadoro e
pubblicata su “PloS One”.

L’indagine si è basata sui controlli (occupazione, stile di vita ed alimentazione) di 300 lavoratori: 2/3 diurni e 1/3 turnisti), età 35-54 anni.

Primo dato ad emergere, il maggior rischio di ingrassare dei secondi, a prescindere da condizioni come età, condizione fisica e stile di vita.

Secondo i ricercatori, ciò è dovuto alla natura del lavoro di notte, contrario ai ritmi umani “Quelli che regolano il nostro organismo in armonia con i cicli luce/buio. Si
è visto, per esempio, che lavorare di notte induce un’assunzione di cibo più disordinata e irregolare. Sappiamo, inoltre, che anche il metabolismo corporeo è regolato in
modo circadiano, ovvero che non è lo stesso di notte e di giorno. E il lavoro a turni, determinando un generale sfasamento tra il bioritmo e i vari cicli ormonali, ha conseguenze
metaboliche negative: è stato dimostrato, infatti, che mangiare un pasto di notte fa aumentare il livello di grassi e i valori della glicemia più di quanto faccia lo stesso pasto
consumato di giorno”. Conseguenza finale, “Queste condizioni favoriscono l’aumento di massa corporea”.

Detto questo, per Prospero e Barbadoro è possibile conciliare lavoro a turni e salute: basta seguire alcune precauzioni.

La prima, regolare i pasti, sia per il quando che per il come. A livello temporale, devono essere consumati prima del turno, limitando i consumi nel periodo mezzanotte-6.00 del mattino,
Inoltre, bisogna scegliere un’alimentazione sana “Ben distribuita nella giornata e basata su cereali integrali, verdura, frutta, carni magre, pesci, latticini a ridotto contenuto di grassi e
moderate quantità di grassi “buoni” (olio extravergine d’oliva), è ancora più importante”.

Al secondo posto, il sonno: i lavoratori notturni devono recuperare le ore perse, cercando di evitare

un sonno breve od irregolare.

Da non trascurare poi lo spuntino, leggero ed a base di carboidrati, e l’eliminazione dell’alimentazione scorretta come le bevande eccitanti.

Infine, l’attività fisica: chi lavora di notte “Deve deve praticarla solo dopo un adeguato riposo, quindi nel pomeriggio, e si deve dedicare a un’attività fisica aerobica o almeno
non di forte intensità, per evitare che si trasformi in uno stress aggiuntivo”.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD