Al via il progetto del Mipaaf per la tutela del Made in Italy contro contraffazioni e concorrenza sleale

Al via il progetto del Mipaaf per la tutela del Made in Italy contro contraffazioni e concorrenza sleale

Roma –  Supportare i Consorzi di tutela e le associazioni dei produttori delle denominazioni nel contrastare la concorrenza sleale e la contraffazione nei mercati esteri. E’ questo
l’obiettivo del progetto pilota affidato dal Mipaaf a Buonitalia, la società per la promozione e la valorizzazione e la tutela dell’agroalimentare italiana, realizzato con l’associazione
italiana Consorzi indicazioni geografiche (Aicig).  

Presentato a via XX Settembre, l’iniziativa è stata oggetto di una tavola rotonda a cui hanno partecipato tra gli altri, il vice direttore generale per lo sviluppo agroalimentare,
qualità e tutela del consumatore del Mipaaf Riccardo Deserti, il presidente di Buonitalia Walter Brunello e il consigliere delegato dell’Aicig Mario Cicchetti.   
  

Tre sono le linee guida del progetto pilota decollato a luglio scorso negli Stati Uniti e in Canada, Paesi dove su dieci prodotti venduti come italiani solamente uno è autenticamente Made
in Italy, generando un business per l’agropirateria di 50 miliardi di euro. Il progetto prevede: – la registrazione all’estero dei marchi Dop e Igp italiane, con la progettazione di una
piattaforma web con una banca dati; – il monitoraggio  dei mercati per individuare usurpazioni dei prodotti; – l’attivazione dei procedimenti legali a tutela delle Indicazioni geografiche
italiane.

Il progetto a tutela delle denominazioni e prodotti a certificazione è operativo e lo dimostrano le azioni già avviate in appena tre mesi per la tutela di sei prodotti, prosciutto
di Parma, di San Daniele, Provolone Val Padana, Asiago, Montasio e Taleggio; quanto alle registrazioni di marchi, sono state portate a segno per Asiago, Radicchio Rosso di Treviso, Aceto balsamco
di Modena e  Oliva Bella Daunia.  

“L’obiettivo è far comprendere al consumatore la differenza che esiste tra un prodotto falso e un vero – ha detto Brunello – perché la chiave di volta è coinvolgere il
pubblico nella missione di tutela che per noi è core business”. Quanto al panorama delle contraffazioni, Cecchetti ha ricordato come “il valore dei marchi è denaro e, quanto
più vale il prodotto più sono alte le contraffazioni; basti pensare che l’80% dei prodotti contraffatti è dovuto a emigranti italiani, come il falso prosciutto di San Daniele
in Canada”.  

Secondo Deserti infine “non si può vincere sui mercati senza avere tutele e, con questo progetto di servizio,a tutti gli effetti, vogliamo sostenere le imprese e le loro
potenzialità”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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