AIDS: un pugno di molecole determina vulnerabilità o resistenza al virus

AIDS: un pugno di molecole determina vulnerabilità o resistenza al virus

Cinque aminoacidi, cinque minuscole variazioni di una proteina, possono fare la differenza nella reazione del corpo all’AIDS. Una loro determinata combinazione impedisce al soggetto, anche con
il virus HIV nell’organismo, di ammalarsi.

Il fenomeno è stato chiarito da una ricerca del Massachusetts Institute of Tecnology (MIT), del Rangon Institute e di Harvard, diretta dal dottor Bruce Walker e pubblicata su “Science”.

La squadra del dottor Walker ha preso il via da un dato statistico: una minoranza di pazienti (circa 1 su 300) colpiti da HIV non sviluppano l’infezione.

Cercando di capire il perchè, gli scienziati hanno creato un campione di esame: 3600 volontari. Di questi, 2600 erano malati “normali” (con infezione progressiva da HIV), gli altri 1000
erano “HIV-resistenti (o “HIV-controller”, coloro che tenevano a bada il patogeno).

L’esame del loro DNA ha evidenziato come gli HIV-controller beneficiassero di una particolare variazione genetica: 5 aminoacidi presenti nella regione del cromosoma 6 che codifica la proteina
HLA-B. Tale forma permette al sistema immunitario di individuare e distruggere le cellule infette, preservando il resto dell’organismo.

Detto brutalmente, afferma il dottor Walker, a distinguere tra salute e malattia è “Una manciata di molecole”. Allora, conclude lo scienziato, obiettivo prossimo della ricerca
sarà sfruttare gli aminoacidi in questione per progettare nuovi farmaci e forse anche un vaccino.

FONTE: “The Major Genetic Determinants of HIV-1 Control Affect HLA Class I Peptide Presentation. The International HIV Controllers Study”, Science Express Reports, Published online 4
November 2010 [DOI: 10.1126/science.1195271]

Matteo Clerici

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