Agricoltura: un 2009 di crolli per prezzi e redditi, costi sempre in crescita

Agricoltura: un 2009 di crolli per prezzi e redditi, costi sempre in crescita

La Cia evidenzia una situazione difficile per i nostri agricoltori. I dati Ismea confermano uno scenario da “profondo rosso” per tutti i settori. Servono subito interventi straordinari,
altrimenti migliaia di imprese rischiano di uscire dal mercato.
 
E’ stata una vera e propria debacle. Il 2009 ha segnato per i prezzi praticati sui campi uno dei punti più bassi degli ultimi vent’anni. Un crollo di oltre l’11 per cento rispetto al 2008
al quale si è contrapposto un aumento dei costi produttivi, contributivi e burocratici che si avvicina al 10 per cento. E ciò ha determinato una caduta libera per i redditi degli
agricoltori che registrano un drammatico meno 25,3 per cento. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, sulla base dei dati Ismea, mette in evidenzia una situazione
estremamente difficile per le imprese che si trovano ad operare in un contesto molto complesso, senza valide politiche e concreti interventi e tra mille e preoccupanti incertezze.

Per i prezzi agricoli all’origine è, quindi, “allarme rosso”. Il trend negativo -avverte la Cia- ormai prosegue da oltre un anno e sta investendo tutti i comparti produttivi. Le flessioni
più accentate si registrano, comunque, per i cereali che registrano un meno 28,2 per cento (con crolli anche del 35-40 per cento per il grano duro), per i vini (meno 19,5 per cento), per
la frutta fresca e secca (meno 13,4 per cento), per l’olio d’oliva (meno 13,2 per cento), per il latte (meno 11,4 per cento) e per i suini (meno 6 per cento).

Situazioni difficili sempre sul fronte dei prezzi – sottolinea la Cia – si hanno anche per i bovini, le cui quotazioni alle origine calano nel 2009 dell’1,5 per cento, e per gli ovicaprini, che
segnano una sostanziale stabilità nei confronti del 2008. Vanno, invece, controtendenza gli ortaggi, la cui crescita (più 7,9 per cento) viene dopo un periodo di accentuate
flessioni, le uova (più 6 per cento).

Il tracollo dei redditi dei nostri agricoltori è – rimarca la Cia – la diretta conseguenza dell’emergenza che sta caratterizzando l’attuale momento dell’agricoltura. Nel 2009 -come
rilevano gli ultimi dati Eurostat- ormai nell’Unione europea occupiamo un posto di coda. Dietro di noi ci sono soltanto gli ungheresi, con un meno 35,6 per cento.

Sono dati estremamente negativi che – sostiene la Cia – devono stimolare il governo ad adottare urgenti e straordinarie misure. Dopo una legge finanziaria molto deludente per l’agricoltura,
è venuta l’ora di cambiare marcia. Il governo deve affrontare di petto questa situazione da “profondo rosso”. Non si può rimanere insensibili davanti ad una crisi che non ha
precedenti negli ultimi trent’anni e che rischia di mettere fuori mercato migliaia di imprese agricole. E’ indispensabile una decisa svolta.

Prezzi agricoli in caduta libera nel 2009
(var.% sul 2008)

Cereali
-28,2

Frutta fresca e secca
-13,4

Ortaggi e legumi
7,9

Vini ed altre bevande
-19,5

Latte e derivati
-11,4

Bovini e bufalini
-1,5

Suini
-6,0

Leggi Anche
Scrivi un commento