Agricoltura: Sarà un tiro alla fune tra ministri europei dell'agricoltura la questione sulle quote latte

Bruxelles – Il negoziato europeo sulle condizioni per mettere fine – il primo aprile 2015 – al sistema delle quote latte in Europa, si trasformerà da domani in un vero e
proprio tiro alla fune tra i 27 ministri dell’agricoltura dell’Ue. Nello stesso momento in strada, di fronte al quartier generale del Consiglio dei ministri Ue, migliaia di produttori
di tabacco giunti da tutta europea – 3.000 attesi dall’Italia – manifesteranno il loro malcontento sul futuro del settore. Per le quote latte, il tiro alla fune vedrà da un lato,
il ministro alle politiche agricole Luca Zaia, sostenuto dai colleghi di Olanda, Spagna, Danimarca, Irlanda e Polonia che tireranno in favore di un aumento della produzione superiore al
5% proposto dalla commissaria europea all’agricoltura Mariann Fischer Boel.

A tirare in senso contrario, ossia verso il minor incremento possibile, ci sarà uno schieramento di paesi guidati dalla Germania contraria ad un aumento di produzione per il
timore di sprofondare il mercato lattiero, già depresso, in una crisi maggiore. La Francia, al timone dell’Ue, non prende posizione ma il presidente di turno, il ministro
dell’agricoltura Michel Barnier, da Strasburgo ha fatto sapere che sul negoziato “un accordo non è evidente” ma che “si cercherà il miglior compromesso possibile”. La
proposta della Commissione europea di incrementare le quote latte dell’1% l’anno, per cinque anni, a partire dal primo aprile 2009, si presenta quindi come una posizione mediana ma
insufficiente per i produttori italiani.

L’Italia avrebbe bisogno di strappare almeno il 6%, e subito, di incremento della quota nazionale. L’obiettivo è di coprire, da un lato, l’eccedenza di produzione strutturale
esistente (oltre 600.000 tonnellate) e quindi mettere fine alle sanzioni di Bruxelles che ogni anno arricchiscono le casse Ue di circa 160 milioni di euro; dall’altro, creare un margine
di incremento produttivo al settore. La difficoltà per la delegazione italiana sarà quella di fare riconoscere al Consiglio Ue che sulle quote latte esiste da sempre ‘un
caso Italia’, per ottenere un’eccezione nell’accordo politico, atteso solo giovedì dopo una notte di trattative ministeriali non stop. Sul fronte delle quote latte Fischer Boel
appare disponibile a venire incontro all’Italia e, nel primo compromesso a cui la Commissione sta dando gli ultimi ritocchi, ha previsto, secondo quanto appreso dall’Ansa, un
‘strategemma’ tecnico che, modificando il tenore di riferimento per la materia grassa presente nel latte, permetterebbe all’Italia di aumentare la propria quota di produzione di un
altro 0,7-0,9%.

Sul fronte del tabacco dovrà invece essere Fischer Boel a spiegare ai 27 quali sono le aperture nell’ambito dello sviluppo rurale con cui intende venire in aiuto ai produttori di
tabacco, considerando che la commissaria si rifiuta di riaprire l’accordo del 2004 sulla riforma del settore, e quindi – come richiedono i produttori – di prorogare al 2013 il sistema
di aiuti europei legati alla produzione nel settore.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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