Agricoltura, PIL positivo ma pesano costi elevati

Agricoltura, PIL positivo ma pesano costi elevati

By Redazione

In un Italia piagata dalla crisi economica, l’agricoltura è l’unico settore in attivo, ma anch’essa deve fare i conti con difficoltà elevate.

Questi i commenti di Coldiretti e Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), che esaminano i dati diffusi oggi dall’ISTAT. La visione generale è quella di un’economia in caduta, con
valori negativi per il PIL dell’industria (-6,0%), delle costruzioni (-6,5%) e dei servizi (-1,1%).

Ad invertire l’andamento, l’agricoltura. Salta all’occhio la crescita delle assunzioni: +10,6%, da giugno in poi. Di seguito l’apertura di nuove aziende, con i registri delle camere di
commercio che parlano di 824.516 strutture registrate.

Perciò, la conclusione di Coldiretti può essere una sola: “L’Italia può tornare a crescere solo se investe nelle proprie risorse che sono i territori, l’identita’, il
turismo, la cultura e il cibo che sono una leva competitiva formidabile per trainare il Made in Italy nel mondo”.

A descrivere l’altra faccia della medaglia, Giuseppe Politi, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori. Pur ammettendo come “Il settore primario dimostra di essere vitale”, Politi
mette in chiaro le difficoltà. L’arrivo dell’Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli ed il caro-gasolio: questi due grandi problemi hanno provocato il fallimento di 500 agricole
dal 2002 ad oggi. Tra le più vulnerabili, le aziende agricole di montagna e delle regioni più svantaggiate.

Politi chiede perciò l’azione del governo con, “Politiche nuove tese a valorizzare e sviluppare l’attivita’ imprenditoriale agricola. Oltre alle misure urgenti per alleggerire il carico
dei costi sostenuti dalle imprese, rinnoviamo al governo l’appello per una nuova politica agraria nazionale, soprattutto in vista della riforma Pac post 2013”.

Matteo Clerici

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