Afghanistan: sostituire l’oppio con l’olio d’oliva

Afghanistan: sostituire l’oppio con l’olio d’oliva

Esportare in Afghanistan la coltivazione dell’olivo, per combattere gli stupefacenti ed offrire alla popolazioni maggiori risorse economiche legali.

E’ l’idea del Ministro degli Esteri Franco Frattini per dare una svolta alla difficile situazione del Paese.

Frattini parte con una critica a quella che definisce la “Strategia sbagliata” attuale, che si limita alla distruzione dei campi di oppio. Tale sistema di lotta ha così generato una
massa di contadini senza lavoro, passati nelle file del terrorismo islamico per motivi di sopravvivenza.
Spiega infatti il ministro: “Le coltivazioni da oppio venivano rase al suolo senza affiancare una politica di sostituzione di colture legali, provocando la perdita di lavoro per una grande
quantità’ di persone che sposavano la causa dei terroristi”.

L’idea italiana per combattere la droga è allora quella di offrire un metodo di reddito alternativo a tali contadini. Come sottolinea Frattini, nella provincia di Herat (controllata dai
militari italiani) si stanno finanziando progetti per la produzione di olio di oliva.

Già nel passato, tale regione era sede di una fiorente coltura di olivi; allora, il terreno è propizio.

Questo, unito al fatto che “L’olio di oliva costa di più’, in quelle terre, della droga”, conclude Frattini, dovrebbe rappresentare un vantaggio importante per la nascita di una forte
olivicoltura afghana.

Matteo Clerici

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