Afghanistan, è il turno di Stanley McCrhystal, l’ uomo delle covert operations

Afghanistan, è il turno di Stanley McCrhystal, l’ uomo delle covert operations

In Afghanistan, la situazione è ad un punto di svolta.

I Marines Usa, appoggiati dalle altre forze della coalizione, hanno dato il via all’ Operazione Khanjar, un massiccio attacco contro il territorio di Helmand, sede del potere territoriale ed
economico (per via delle piantagioni d’oppio) delle bande di Talebani.

In tale offensiva (per uomini e mezzi, il più imponente dai tempi del Vietnam) gli Stati Uniti si giocano non solo il prestigio militare, ma anche la credibilità internazionale e,
(nel caso dell’ amministrazione Obama), magari la sopravvivenza.

Tale responsabilità ricade principalmente su due uomini: Lawrence Nicholson, capo dei Marines impegnati nella valle di Helmand e, sopratutto, su Stanley McChrystal, nuovo comandante
delle truppe in Afghanistan, personaggi misterioso ed estremamente controverso.

Il fronte degli oppositori dell’ intervento armato (liberal di sinistra, progressisti e pacifici) lo ritiene “il capo il capo degli assassini al servizio di Cheney” che “deve i suoi
gradi nell’impegnare le truppe speciali in omicidi illegali, torture sistematiche, bombardamenti di civili e missioni “cerca e uccidi”
.

La maggiore fonte di accuse, il sito Alternet (sorta di base online dei contrari alla guerra), sostiene i suo attacchi sottolineando il ruolo avuto da McChrystal nella gestione di Camp Nana un
centro di detenzione militare considerato “un notorio luogo di percosse e omicidi a sangue freddo”.

Contro il generale McChrystal anche la vicenda di Pat Tillman, la stella del football nonché eroe di guerra, la cui morte fu causata dal fuoco amico:“Ci furono le informazioni
scorrette consegnate dal generale McChrystal all’origine dell’errata versione del decesso di Tillman”
ha scritto il “New York Times”.

In sostanza, il fatto che il generale abbia (quantomeno) avvallato delle informazioni false (la prima versione parlava di un attacco dei terroristi islamici) non è stato ancora
digerito.

Alcuni si sono spinti a definire il rapporto tra il militare ed il neo-inquilino della Casa Bianca “Un tradimento dei liberal da parte del presidente Obama”

Ma il comandante Stanley McChrystal ha anche numerosi sostenitori, pronti a sottolineare le sue numerose eccellenze.

Essi fanno notare come McChrystal sia un militare pluridecorato (tra le tante onorificenze, ha ottenuto, la Legione al Merito e la Stella di Bronzo) con numerosi riconoscimenti accademici, tra
cui un master in relazioni internazionali ottenuto alla Salve Regina University ed uno in sicurezza nazionale e studi strategici, conseguito allo United States Naval War College.

Ma il più grande merito del nuovo comandante ISEF è stato conseguito sul campo, in Iraq.

Secondo buona parte degli esperti militari fu infatti il suo “Joint Special Operations Command” (il reparto più segreto dell’ intera macchina bellica americana) e non le forze del
generale David Petraeus a dare un colpo decisivo alle forze locali di Al Quaeda, riducendo la loro capacità offensiva.

Ovviamente, il “metodo McChrystal” è segreto ma, mettendo insieme testimonianze reticenti ed osservazioni sul campo, il giornalista Bob Woodwards (uno degli autori dello scoop Watergate)
ritiene di aver ottenuto indizi importanti.

Per Woodwards, il “metodo McChrystal” è dato dall’ unione di alta tecnologia, sistemi di raccolta di intelligence e impiego truppe speciali che consente di “vedere dove si trova il
nemico, sorprendendolo”
(tecnica applicata nell’ uccisione di Musab Al-Zarqawi nel 2006).

Proprio questa capacitò di guerra non convenzionale ha convinto il il Ministro della Difesa Gates ad assegnargli lo scacchiere dell’Afghanistan, con una missione ben precisa: sconfiggere
definitivamente i talebani ed i loro alleati di Al Qaeda entro 36 mesi.

Per raggiungere tale scopo,Stanley McChrystal ha a disposizione autonomia e abbondanza di risorse umane e materiali, che è pronto ad impiegare come già fatto in Iraq, applicando
il suo “metodo McChrystal”.

I sostenitori lo sperano, gli oppositori lo temono.

Matteo Clerici

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