Accademia dei Georgofili, assegnato a Roberto Scalacci il premio letterario “Antico Fattore”

Accademia dei Georgofili, assegnato a Roberto Scalacci il premio letterario “Antico Fattore”

By Redazione

Un riconoscimento significativo che premia l’impegno e un prezioso lavoro di carattere storico e culturale. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’assegnazione, da
parte dell’Accademia dei Georgofili, del premio letterario “Antico Fattore” a Roberto Scalacci, dirigente confederale, che, insieme con Daniele Vergari, ha curato e commentato la ristampa
anastatica dello scritto “Istoria delle viti che si coltivano nella Toscana” di Pietro Antonio Micheli.

La consegna del premio “Antico Fattore”, assegnato fin dagli anni ’30, è avvenuta sabato scorso 21 marzo a Firenze a Palazzo Vecchio, in occasione dell’inaugurazione del 256° anno
accademico dell’Accademia dei Georgofili.

Il riconoscimento alla letteratura viticola ed all’enologia assegnato a Scalacci è motivo di grande orgoglio per la Cia e lo stesso presidente confederale Giuseppe Politi, a nome
dell’intera organizzazione, ha fatto pervenire al premiato le congratulazioni più vive e l’apprezzamento per l’ importante opera realizzata.

Il manoscritto, curato e ristampato da Scalacci e Vergari, risale alla prima metà del ‘700. Fino ad oggi inedito e conservato presso la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, è
strumento prezioso per conoscere e indagare il patrimonio di vitigni esistente e le sue origini.

Il volume, realizzato per l’80° anniversario del Consorzio Vino Chianti, appare ancora estremamente preciso e moderno: le scrupolose descrizioni del botanico fiorentino Pietro Antonio
Micheli sono state il punto di partenza per la scrittura delle note, per le quali sono stati consultati numerosi testi editi e manoscritti inediti.

Il manoscritto è completato dalle immagini tratte dai quadri di Bartolomeo Bimbi, pittore attivo alla corte medicea di Cosimo III e da quelle dell’erbario dello stesso Micheli conservato
presso il Museo di Storia naturale di Firenze.

La pubblicazione riporta la descrizione di circa 200 vitigni presenti in Toscana agli inizi del ‘700. Il volume assume non solo un grande valore culturale e scientifico, ma permette di
riflettere sulla storia e le prospettive del settore vinicolo e in particolare sull’uso e l’origine dei vitigni autoctoni.

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