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Basilicata: La Cia, con i Gruppi di interesse economico, chiede la riduzione dei costi produttivi delle imprese

Basilicata: La Cia, con i Gruppi di interesse economico, chiede la riduzione dei costi produttivi delle imprese

By Redazione

Basilicata – Bisogna assolutamente ridurre i costi produttivi delle imprese. Non si chiedono (e non servono) “sussidi” ma interventi di carattere strutturale per guardare al futuro con
maggiori certezze.

Nonostante l’agricoltura è l’unico settore che nel 2008 ha fatto segnare una crescita, i dati positivi sul valore aggiunto agricolo (più 2,4 per cento nello scorso anno), non
sgombrano affatto il campo dai tanti problemi che oggi sono costretti ad affrontare le imprese agricole.

E’ questa l’analisi emersa nel corso degli incontri svolti dalla Cia di Basilicata con i Gruppi di interesse economico (Gie) del settore zootecnico e cerealicolo e che hanno visto la
partecipazione del responsabile dell’Area economica della Cia nazionale Enzo Mastrobuoni.

La Cia – è la conclusione operativa – rilancia l’esigenza di un immediato confronto di merito dell’assessore Viti con le organizzazioni professionali, per fare il punto sull’intero
impianto, sulle linee guida, sull’impostazione e sulle scelte che oggi si intendono fare da parte dell’assessore in particolare sulle Psr e sulla sua concreta e operativa gestione.

I numerosi allevatori e cerealicoltori presenti alle due iniziative hanno sottolineato che per il contenimento dei costi di produzione sono irrinunciabili i provvedimenti posti al centro della
mobilitazione degli agricoltori promossa dalla Cia, quali:

  • definitivo provvedimento di fiscalizzazione degli sgravi contributivi in agricoltura;
  • finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali;
  • riduzione, anche con interventi di carattere fiscale, dei pesanti costi produttivi (accise zero sui carburanti per uso agricolo, Iva al 4 per cento sui mezzi tecnici di produzione, Iva zero
    sugli investimenti effettuati dalle imprese agricole con le misure del Psr, ecc..)

A conclusione, è stato definito un articolato programma di lavoro e con esso le richieste intorno alle quali avviare un serrato confronto all’interno del mondo agricolo e con la Regione
Basilicata, al fine di produrre scelte e provvedimenti rapidi, tempestivi ed incisivi che possano sostenere i due comparti nella nostra regione ed in particolare nell’aree interne e montane,
dividendo un due momenti azione e scelte:

Un primo livello che attiene alle questioni correnti e contingenti più quotidiane che è indispensabile rimuovere e affrontare con rapidità, quali:

  • il prezzo del latte alla stalla (poco più di 30 centesimi a litro con un taglio di oltre 15 centesimi a litro sul prezzo sottoscritto a inizio 2008 con i trasformatori) richiedendo
    subito la convocazione del tavolo regionale;
  • la questione quote latte e le penalizzazione per i produttori che hanno operato nel rispetto della norma e le realtà delle regioni meridionali;
  • chiudere definitivamente le emergenze ancora aperte quali la “blue-tongue”;
  • piano per il risanamento e relativa certificazione delle aziende;
  • efficienza, garanzia di adeguati e costanti servizi da parte del sistema veterinario pubblico;
  • il rilancio del ruolo, la riorganizzazione dei servizi (in un quadro di efficienza, efficacia e sostenibilità) dell’Apa, per aprire una nuova stagione di autogoverno;
  • semplificazione degli adempimenti delle aziende zootecniche(gestione identificazione dei capi, normative in materia di vincoli e ottemperanze;
  • programmi in materia di direttiva nitrati, benessere animali e pacchetto igiene, che devono caratterizzarsi quali strumenti tesi a  garantire e dare risposte alle legittime esigenze in
    materia di sanità e della sicurezza alimentare e non essere ulteriori occasioni per complicare e vessare gli allevatori;
  • prevedere interventi mirati a favore del comparto zootecnico in particolare sul versante degli adeguamenti infrastrutturali scorrendo anche le graduatorie esistenti (recuperando tali
    progetti tra quelli da candidare sui “fondi liberati”.

Un secondo livello che guarda a questioni di medio-periodo e di prospettiva:

  • definire alla luce anche delle riforme in atto e di quanto avviene a livello nazional;
  • il Piano zootecnico regionale accompagnato da due strumenti: sul versante legislativo definire la normativa quadro per la zootecnica lucana e il programma per il rilancio dei sistemi
    zootecnici locali individuando nelle razze autoctone, e nella zootecnia estensiva legata al nostro territorio l’habitat dal quale ripartire e creando reddito e occupazione, coniugando
    produzioni tipiche, qualità legata l territorio, difesa e preservazione dei territori e della biodiversità, (distretto zootecnico Basilicata.

Sul versante cerealicolo ai lavori erano presenti, oltre a Mastrobuoni, il dirigente nazionale Pippo Di Falco e il coordinatore nazionale Antonio Nisi.

E’ stato fatto un attento approfondimento dei problemi contingenti nazionali e locali che riguardano in particolare:

  • le questioni e i temi atavici che contraddistinguono la nostra cerealicoltura. Quali legate allo stoccaggio, il sistema delle quotazioni, la mancanza di interprofessione, servizi e
    assistenza tecnica in materia, nonché la speculazione su sementi e costi di produzione;
  • sul versante del divieto assoluto sulla bruciatura delle stoppie (verso la quale vengono addebitate quasi l’assoluta responsabilità riguardo gli incedi, cosa a parere della Cia non
    rispondente al vero) considerato che oramai non sarà più possibile ottenere deroghe a fronte di tale pratica, si richiedono misure premiali per facilitare la modifica delle
    tecniche coltural;
  • parallelamente a parere della Cia è possibile dare vita concretamente alla filiera bioenergetica recuperando scarti cerealicoli a partire dalla paglia (Centrale di Asinello a
    Stigliano).

E’ stata evidenziata l’esigenza di individuare nell’area del Mezzogiorno la Basilicata e nelle strutture ivi esistenti e operanti un punto di riferimento dal quale far ripartire una nuova
politica cerealicola del Sud e nel nostro paese.

Queste le proposte:

  • allargare alle altre realtà regionali del mezzogiorno il progetto cerealicolo Cia a partire dalla Puglia e dalla regione Molise in sinergia e d’intesa con strutture cooperative e
    associazioni dei produttori che vi operano e che intendono condividere progetti e investimenti;
  • accrescere l’attenzione sulle opportunità provenienti dal Piano cerealicolo nazionale e costruire contratti di filiera cerealicoli;
  • avviare in Basilicata una puntuale verifica sulla possibilità concreta di predisporre e candidare un progetto di filiera cerealicolo all’interno del Psr Basilicata, che deve colmare
    principalmente gap e deficienze nel sistema, partire dalle strutture molitorie nella nostra regione;
  • sostenere in misura aggiuntiva le produzioni per l’alimentazione umana e le produzioni tipiche legati al nostri prodotti tipica (Pane Matera, biscotti) oltre alla linea filiera biologica.

L’incontro è stata l’occasione per far una prima disamina e valutazione sul lavoro che in questa prima fase l’assessore Viti e il Dipartimento Agricoltura sta portando avanti.

Nel corso dell’incontro richiesto all’assessore Viti, la Cia Basilicata ritiene che si possa parlare concretamente di come si intendono utilizzare i fondi liberati in agricoltura tra 40/50
milioni di euro.

  • Come rimodulare il Psr rispetto alle 7 nuove sfide (che porteranno risorse alla regione per 35/40 milioni di euro) e che sono:

1) cambiamento climatici
2) Biodiversità
3) risparmio idrico
4) agroenergie
5) innovazione tecnologica
6) ristrutturazione settore caseario a cui si è aggiunta la 7 Banda larga.

  • Quale idee e programmi in materia di ricerca in agricoltura, il piano regionale tesa a raccordare enti, risorse e programmi.
  • Quali interventi per la intermodalità e la logistica dei vari comparti agricoli e quindi l’interfondo e i rapporti fra i distretti produttivi locali.
  • Quali priorità riguardo le opere irrigue e gli invasi per una effettiva razionalizzazione dei sistemi di accumulo e distribuzione anche alla luce del Piano intervento nazionale.
  • Cosa si intende proporre alla conferenza stato regione rispetto a modulazione, premio qualità e regionalizzazione sul versante aiuti del primo pilastro
  • Quale posizione assumere rispetto alla sottrazione di fondi Fas.
  • Quale programma per le politiche di coesione e l’economia verde in Basilicata.
  • I Piani di settore ed il Patto con l’agroalimentare lucano
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