Abruzzo, ecco le norme per la ricostruzione

Abruzzo, ecco le norme per la ricostruzione

In Abruzzo si può ricostruire. Oggi la Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge sulla ricostruzione delle zone terremotate, con 261 voti a favore, 226 contrari e 9
astensioni.

Tra i votanti, l’ opposizione ha votato no in maniera quasi compatta. Poche le astensioni, come quella di Roberto Giachetti del Pd, che spiega cosi la sua scelta: “In un paese normale
davanti alla sofferenza della popolazione l’opposizione dovrebbe votare subito a favore di un decreto come questo . Il no del mio gruppo scaturisce dalla chiusura della maggioranza
nell’accettare qualsiasi modifica. Ma a votare contro non ce la faccio”
.

In ogni caso, il dl Abruzzo, varato dal governo dopo il tragico terremoto del 6 aprile, diventa dunque legge dello Stato.

Da notare che nessuna modifica è stata introdotta rispetto alla versione uscita in Senato: in particolare, non sono entrati nel testo i tanto desiderati contributi per la ricostruzione
delle case dei non residenti e il rimborso agli enti locali per i mancati introiti dovuti alla sospensione dei pagamenti dei tributi.

Tra le principali misure del testo anti-terremoto: un contributo del 100% a fondo perduto per la ricostruzione della casa principale; la possibilità per le famiglie con un mutuo di
liberarsene trasferendo l’onere a carico dello Stato (purché non morose e con un tetto massimo di 150mila euro); la realizzazione di moduli abitativi, le cosiddette “casette” per
sistemare i senzatetto e un contributo fino a 10mila euro per la riparazione di danni degli edifici lesionati in modo lieve.

Per le imprese, indennizzi per la riparazione e ricostruzione di beni mobili distrutti o danneggiati e per il ripristino delle scorte andate distrutte e per il ristoro di danni derivanti dalla
perdita di beni mobili strumentali.

Il testo offre particolari vantaggi ai territori della provincia dell’Aquila e degli altri comuni colpiti dal terremoto.

Per tali zone dovrebbe essere istituita una zona franca urbana per la quale sono stati stanziati 45 milioni di euro; in alternativa, verrà istituito un “regime fiscale di incentivazione”
per le imprese.

Resta comunque, per entrambe le possibilità, il preventivo e necessario via libera della Commissione europea.

Il provvedimento prevede inoltre che le nuove norme antisismiche per le costruzioni entreranno in vigore il 30 giugno.

Viene cancellata quindi la proroga prevista nel “milleproroghe” che faceva slittare le disposizioni al 30 giugno 2010.

Le aree destinatarie del decreto sono gli ambiti territoriali che, sulla base dei rilievi effettuati dalla Protezione civile, risultano colpiti da una scossa sismica pari o superiore al sesto
grado della scala Mercalli, cioè i 49 comuni del cosiddetto cratere che si trovano nelle province di L’Aquila, Teramo e Pescara.

Matteo Clerici

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