Pellet radioattivo, continuano i sequestri.
18 Giugno 2009
Sempre più nazionale il problema del pellet contaminato proveniente dalla Lituania.
Brescia, Cosenza, Taranto, Cagliari, Sondrio, Viterbo, Vicenza, Torino, Forlì, Aosta, Varese, Milano, Lecco, La Spezia, Cremona, Como, Bari, Frosinone, Lecco, Pavia, Lodi, Bergamo,
Bologna, Savona, Cuneo, Brindisi, Cesena, L’Aquila, Ferrara e Sassari: finora sono 31 le città in cui sono avvenuti sequestri di tale combustibile.
A Granaglione del Appennino, in provincia di Bologna , sono state ssequestrate 23 tonnellate: nell’ operazione, coinvolti carabinieri e gli specialisti del gruppo Nbc (Nucleare Biologico
Chimico) dei vigili del fuoco di Piacenza.
A Trieste, la segnalazione di un consumatore ha fatto scattare l’ intervento dei Vigili del fuoco, che hanno appurato come il pellet sospetto contenesse effettivamente tracce di Cesio 137. Le
autorità di Polizia stanno effettuando ulteriori accertamenti.
L’inchiesta sul pellet radioattivo è partita da Aosta: li è stato accertato per la prima volta che il pellet (l’eco-combustibile per stufe) di una determinata marca dell’ Est
Europa presentava rilevanti tracce di Cesio 137.
Le autorità, pur ricordando come il pellet contaminati non sono pericolosi per la salute quando inerti, ma lo diventano al momento dell’ accensione, fumi e ceneri rilasciano sono
tossici.
Per questi motivi, chiunque ritenga di avere in casa scorte del pellet contaminato, è vivamente invitato a contattare gli organi preposti per le necessarie verifiche.
Matteo Clerici




