In autunno nuova ondata d’ influenza suina in Europa. Particolarmente vulnerabili le donne incinte

In autunno nuova ondata d’ influenza suina in Europa. Particolarmente vulnerabili le donne incinte

L’ influenza suina, portata dal virus H1N1, colpirà duramente l’ Europa e l’Italia nell’ autunno-inverno prossimi, associata all’influenza provocata dai soliti virus stagionali.

Questo ha indotto i governi nazionali ha valutare, in accordo con l’ Oms, la possibilità d’ aumentare i farmaci ed i vacini disponibili per contrastare la probabile seconda ondata.

Tra i bersagli più a rischio le donne incinte ed i figli che portano in grembo. Come spiega Massimo Galli infettivologo all’Università di Milano, “Le donne in gravidanza si
trovano in condizioni particolari per quanto riguarda l’immunità. Il loro sistema di difesa potrebbe essere meno efficiente perchè sviluppa una sorta di tolleranza nei confronti
del feto che, per certi versi, è da considerarsi una specie di trapianto”.

Detto in altre parole, il feto (in quanto possessore di mezzo patrimonio genetico del padre) è percepito dal corpo femminile come un estraneo dal punto di vista immunitario: tale
condizione indebolisce le difese della madre, con particolare gravità nel terzo trimestre di gravidanza (quando è massimo il rischio di complicanze).

Per superare tale condizioni di vulnerabilità particolare rispetto alla nuova pandemia, i medici stanno mettendo a punto diversi farmaci.

  Per i Centers for Diseases Control di Atlanta( i Cdc che tengono sotto controllo la diffusione delle malattie non solo in America, ma in tutto il mondo) il nuovo virus è
sensibile ai farmaci antivirali Oseltamivir e Zanamivir che vengono raccomandati sia nella prevenzione che nella terapia dell’infezione da H1N1 nelle persone ad alto rischio di complicazioni,
comprese le donne in gravidanza.

Secondo alcuni studiosi, poichè l’ Oseltamivir è stato testato maggiormente e con successo sulle donne incinte, deve essere la scelta privilegiata nel trattamento.

Entrambi i farmaci, in ogni caso, sono comunque indicati anche in caso di allattamento al seno, perché soltanto piccole quantità passano nel latte materno.

Matteo Clerici

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