A PastaTrend tutte le novità sulla pasta!

A PastaTrend tutte le novità sulla pasta!

Bologna – C’é chi ha fatto il profumo “00 Oro”, che riprende l’aroma della pasta, chi ha copiato i disegni di Leonardo da Vinci per una nuova forma di spaghetto ‘a vite’, ma alla
fine i pasti italiani non rinunciano alla tradizione. Per vederli all’opera a Bologna fino a martedì c’é PastaTrend, il salone fieristico dedicato alla pasta, dalle farine ai
macchinari per farla, passando per sughi, mattarelli e pentole.   

Il profumo di pasta arriva da un pastificio artigianale di Roseto degli Abruzzi che si è pure inventato un formato speciale di pasta con trafilatura in oro che, rispetto a quella trafilata
in bronzo, avrebbe maggior ruvidezza per far ‘aggrappare’ meglio il sugo. Girando tra gli stand si scopre che le tradizionali tagliatelle oggi possono anche essere aromatizzate al tartufo o
porcini, e perfino alla fragola e barolo o al cioccolato. Ci sono esposti anche esempi di riconversione: una ditta di Bologna, per esempio, produceva carburatori, ora fa pentole speciali,
brevettate, per la cottura a vapore.   

Si studiano anche nuovi mix per farine. Una delle novità è una miscela di grano tenero tipo 00 con semola di grano duro, per una pasta all’uovo che conservi seccandosi il suo colore
giallo ma che tenga meglio la cottura. Non c’é però solo la pasta, ma anche il cous cous, anche se un tocco di Italia non guasta, così può anche avere l’aroma di
porcini o peperoncino. E visto che oramai la pasta si fa anche con mais o riso per andare incontro alle esigenze alimentari di chi per esempio non tollera il glutine, a PastaTrend c’é
anche il cous cous di orzo, farro o kamut. Per non parlare di chi agli spaghetti, aggiunge il betaglucano, una fibra solubile dell’orzo, per tenere a bada il colesterolo.  

Ma appunto, se i pastai guardano all’innovazione, sanno che la loro forza è la tradizione. Non a caso il premio di miglior produttore di pasta artigianale all’uovo PastaTrend lo ha dato a
Vincenzo Spinosi, che con la sua azienda di soli 15 dipendenti di Campofilone (Ascoli Piceno) produce gli ‘Spinosini’, sulla tradizione dei maccheroncini che in quel paese che dal 1400 si fanno
sempre alla stessa maniera: rompendo ancora a mano 10 uova per chilo di semola, senza l’aggiunta di null’altro, nemmeno acqua. O, come ammette candido Teodoro Vitale, di un pastificio che dal
1979 a San Vito dei Normanni produce a mano orecchiette. “Novita? No, no – spiega tutto contento – Non ne abbiamo nessuna. La cosa bella è che noi facciamo sempre le stesse cose”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

Leggi Anche
Scrivi un commento