Al Siab la pasta si produce coi pannelli solari la nuova tecnologia rispetta l’ambiente e la sicurezza

Al Siab la pasta si produce coi pannelli solari la nuova tecnologia rispetta l’ambiente e la sicurezza

Dalla sicurezza sul lavoro all’innalzamento dei ritmi produttivi; dall’attenzione all’ambiente al packaging «intelligente». Fino all’applicazione delle nuove tecnologie in tema di
energie da fonti rinnovabili alle macchine per la produzione di pasta.
L’innovazione è di casa a Siab, il Salone dell’arte bianca – International Techno-Bake Exhibition, in programma a Veronafiere dal 22 al 26 maggio 2010, vero e proprio punto di riferimento
a livello europeo per il comparto.
E così, l’attenzione della manifestazione di Veronafiere verso gli operatori dell’arte bianca – un «esercito» che con l’indotto impiega oltre 450mila occupati – parte proprio
dall’innovazione tecnologica, il know how, gli strumenti in grado di portare progresso e sviluppo. A tutti i livelli.

Fra le numerose ed interessanti novità che saranno presenti a Siab (www.siabweb.com), manifestazione che proprio in questi giorni viene presentata nelle principali capitali dell’Europa
Centro e Sud Orientale (Bratislava, Praga, Budapest, Bucarest e Vienna), non poteva mancare l’attenzione verso aspetti strategici e determinanti per il progresso e la competitività
dell’arte bianca.
Ecco allora che, in tema di sicurezza sul lavoro, l’azienda bolognese Komsa Italia (presente sul mercato italiano da oltre 40 anni e realtà leader nel trattamento dell’inquinamento
dell’aria) propone a Siab sistemi di sicurezza anti-esplosione, progettati per impedire la propagazione di un’esplosione o per sopprimerne chimicamente le fiamme.

Ad una maggiore tutela e attenzione all’ambiente guardano invece le novità di ArtigianCarta di Anghiari (Arezzo), che a Siab porterà vaschette termo-forate per biscotti,
cioccolatini e praline, ma anche piatti biodegradabili. Per confermare che fare impresa, oggi, significa anche prendere coscienza delle necessità di protezione delle risorse
ambientali.
Un altro esempio? Le energie rinnovabili al servizio della produzione di prodotti dell’arte bianca. È dunque grazie ad un’azienda di Fidenza, La Parmigiana, che si sviluppa il connubio fra
due grandi simboli dell’Italia: il sole e la pasta. Tanto che l’energia prodotta dai pannelli solari può essere impiegata direttamente per il funzionamento di particolari essiccatoi. Meno
energia, meno consumi e maggiore competitività.
Tecnologia avveniristica per una gamma di macchinari per l’essiccazione che lavora da 100 a 800 chilogrammi di prodotto, disponibili nelle versioni a batterie di acqua calda, a vapore e a
resistenze elettriche. Lo sviluppo delle geometrie interne delle celle di essiccazione, in cui i flussi d’aria, la temperatura e l’umidità sono uniformi, permette di avere un’essiccazione
omogenea in tutti i punti di un essiccatoio, con scarti di umidità di un massimo di 0,4 per cento. Le celle sono provviste di sistemi di riscaldamento, ventilazione bidirezionale,
estrattori di umidità, valvole di immissione aria e sonde per il rilievo di umidità e temperatura.

Di diverse dimensioni anche le macchine per la produzione di pasta alimentare, destinati sia ai piccoli e medi pastifici che ai negozi, ai ristoranti, agli agriturismi.
«Fordismo» applicato alla panificazione, invece, con gli impianti modulari per la produzione con elevata automazione di pane con le caratteristiche di pane artigianale. È la
soluzione che porterà a Veronafiere l’azienda Bertuetti di Torbole Casaglia (provincia di Brescia). In questo caso si potrà assistere ad un vero e proprio sistema integrato per la
panificazione, modulabile per ogni esigenza specifica, dal caricamento degli impasti all’ottenimento del prodotto formato già disposto sui carrelli per la lievitazione prima della cottura.
Con una produttività che arriva fino a 200 teglie all’ora.
Dalla RM Forni di Thiene (Vicenza), arriva invece la proposta di un forno rotante, in grado di garantire una perfetta uniformità di cottura, per qualsiasi tipo di prodotto, dalla prima
all’ultima teglia.

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