“Orti ed anziani”: Un’unione che funziona e che va promossa
24 Agosto 2011
Al giorno d’oggi sono ormai molte le città e i comuni che promuovono questa iniziativa “Orti per gli anziani” per le persone che sono ormai in
pensione e che hanno a disposizione più tempo libero, creando proprio delle zone delimitate adibite proprio alla coltivazione di orti.
Umbria, Toscana, Puglia, Lombardia, Veneto e Friuli sono le regioni che più hanno aderito a questo progetto che vede come protagonisti principali i nostri nonni e la loro e la nostra
salute. Salute si, perché dando in gestione queste zone di terra da coltivare, che variano dai 30 ai 40 mq a seconda del comune, queste persone hanno la possibilità di coltivare
con molta cura prodotti di vario genere che variano da ortaggi, frutta, fiori ed erbe aromatiche. Il prodotto che nascerà da questi apezzamenti sarà sicuramete genuino, sano,
naturale privo di sostanze chimiche nocive e frutto di un lavoro di impegno, fatica, passione ed amore.
Di conseguenza i vantaggi e i guadagni di questa nuova attività per i pensionati sono vari e molteplici: oltre alla merce agricola che viene coltivata e raccolta, c’e un recupero delle
attività manuali, l’occupazione del tempo libero dell’anziano evitando cosi l’isolamento in casa di quest’ultimo, ed inoltre prendersi cura di questa piccola attività è
anche un modo per socializzare con altri “coltivatori” di orti vicini. Un modo simpatico, divertente e produttivo di tenere occupati i nostri nonni e perché no anche il resto della
famiglia.
Per poter coltivare nel proprio comune il proprio “orticello” ci sono delle norme e dei regolamenti da osservere e seguire; anche per fare la domanda servono dei requisiti specifici tra cui:
età per gli uomini superiore ai 60 anni, per le donne superiore a 55 anni, bisogna essere pensionati e residenti nel comune o città in cui si vuole coltivare l’orto e non essere
proprietari di appezzamenti di terreno. Il terreno non è cedibile ne si può affittare, è concesso un solo orto a nucleo famigliare anche se quest’ultimo è composto
da più anziani.
In queste zone adibite ad orti comunali vengono anche forniti direttamente dal comune attrezzi ed irrigazione. Gli attrezzi come: zappe, pale, rastrelli, vanghe, carriole, guanti sono un bene
comune all’interno degli orti; gli assegnatori di queste zone coltivate si impegnano oltre oltre al rispetto degli attrezzi e del materiale fornitogli, anche alla pulizia e alla cura dei propri
orti e al rispetto per gli spazi altrui.
L’amministrazione comunale oltre a controllare che queste norme vengano rispettate da tutti gli assegnatari, ha anche il compito di revocare l’assegnazione dello spazio coltivato qual’ora ci
sia la tasgressione di questi regolamenti stabiliti.
Questa iniziativa già sta dando risultati positivi sia a livello sociale per i nostri anziani che sono stimolati nel produrre qualcosa e nell’uscire dall’isolamento provocato dalla
vecchiaia, sia a livelli di salute e sana alimentazione per la genuità e per la soddisfazione che si ha nel vedere nascere, crescere e coltivare un orto che dà i propri frutti.
Questa proposta dà quindi la possibiltà alle persone in pensione di continuare a sentirsi utili, di stare a contatto con la natura e con le materie prime che quest’ultima produce.
Oltre ad essere uno svago e un passatempo produttivo, la coltivazione di un orto ha anche una funzione educativa magari da condividere tra nonni e nipoti.
Valentina Colapietro
Newsfood.com




