Gli additivi alimentari… meglio evitare
8 Febbraio 2010
Milano, febbraio 2010
Anche se non ce ne rendiamo conto, nel corso della nostra giornata mangiamo molti prodotti trasformati dall’industria alimentare. Ma, sappiamo leggere le etichette’ sappiamo veramente cosa sono gli additivi alimentari e cosa comportano?
Nel corso di un incontro, tenutosi a Gubbio, il Prof. Giannattasio, ha esposto in modo chiaro cosa comporta l’assunzione giornaliera di additivi chimici, che giornalmente mangiamo insieme a tutti i prodotti pronti che acquistiamo nel supermercato.
Infatti, non sappiamo assolutamente quali sono le conseguenze per il nostro organismo. Spesso i medici non sanno dare fondamento ad una certa allergia, o ad uno sfogo particolare, a disturbi gastrici e così via.
Sfortunatamente non ci sono studi fatti apposta per determinare quali reazioni o allergie possono causare gli additivi negli alimenti, per cui resta tutto nell’ombra. Il problema in primo luogo nasce dal fatto che se ne assumono in piccole quantità, per cui l’effetto non è immediato, ma si dilata nel tempo; le sostanze nocive si accumulano nel nostro organismo e si scatenano tutte in una volta.
Gli additivi sono tutte quelle sostanze che vengono aggiunte agli alimenti per migliorarne il colore, il sapore, la consistenza, per mantenerli più a lungo, e così via. Sono diverse categorie, ognuna con le proprie specifiche funzioni. E sono moltissimi.
Ma di contro, piano piano ci avvelenano, alterando le normali funzionalità.
Ad esempio, come spiega il Prof. Giannattasio, l’eritrosina (E12) che conferisce il colore rosse ad alcuni aliementi, in modo particolare alle ciliege candite, altera la funzionalità della tiroide.
Ma gli additivi di trovano ovunque, nei succhi di frutta, nelle caramelle, nello yogurt… conservanti, coloranti, aromi… questi ultimi, poi, sono una vera e propria sofisticazione; per non parlare poi degli esaltatori di sapidità.
Perchè non possiamo più gustarci un prodotto con il suo originale sapore? Anche perché se poi una confezione non ha lo stesso identico sapore dell’altra, allora pensiamo che sia andata a male, che ci stiano prendendo in giro! Non sappiamo più riconoscere ciò che è buono e vero.
I coloranti si trovano addirittura mescolati ai mangimi per i polli, o in quelli per l’allevamento di certi pesci.
Eppure i prodotti conservati sono una necessità del nostro tempo, insomma, non ne possiamo fare a meno. Allora, come risolviamo il problema?
Inanzi tutto facendoci degli scrupoli di coscienza. Per cui la cosa migliore è quella di leggere sempre le etichette e fra due prodotti uguali, scegliere quello che contiene meno additivi. Già è qualcosa. Il sapere e conoscere è il primo passo.
E così scopriamo che ci sono alcuni prodotti che non sono sofisticati: lo yogurt naturale, il miele (quello buono, che nel corso dell’anno diventa solido), il latte, caffè e the, pasta fresca, olio d’oliva e olii in genere.
Il Parmigiano Reggiano ad esempio è l’unico formaggio italiano che per disciplinare non usa additivi. Ma questo è possibile solo perché la sua filiera è veramente
naturale: ottimo allevamento, foraggio locale, che danno un latte di alta qualità, assieme ad un’accurata trasformazione permettono che non ci sia proprio bisogno di addizionare qualcosa.
La stessa cosa vale per le carni animali allevate con criterio, permettono la trasformazione di insaccati di qualità, naturalmente la conservazione non sarà molto lunga. Ma il sapore ci guadagna sicuramente.
Ma la cosa migliore da fare è quella di acquistare il più possibile biologico, perché in questi prodotti gli additivi sono consentiti in modo molto limitato e solo quelli
che effettivamente non nuociono alla salute. Meglio ancora sarebbe di comperare prodotti biodinamici.
Bisognerebbe riavvicinarsi ai cicli naturali delle produzioni agroalimentari. Inoltre la stagionalità dà all’organismo tutto il necessario, nel momento in cui ne ha bisogno: grassi e ortaggi che riscaldano l’organismo, in inverno; frutta e verdure fresche in estate.
Eppure l’abbiamo quasi del tutto dimenticata.
Isabella Ceccarelli
Newsfood.com




