Emergenza agricoltura: i costi triplicano e affossano le imprese

Emergenza agricoltura: i costi triplicano e affossano le imprese

By Redazione

Alla vigilia dei due grandi sit-in nella Capitale, la Cia evidenzia il grave peso per le aziende rappresentato dagli oneri produttivi, contributivi e burocratici. Negli ultimi dieci anni è
stato un crescendo preoccupante, mentre per i prezzi sui campi è un vero tracollo. La mobilitazione prosegue in tutto il territorio nazionale.
 
Costi produttivi, contributivi e burocratici sociali praticamente triplicati e redditi sempre tagliati per gli agricoltori italiani. Negli ultimi dieci anni, dal 2000 al 2009, si è
registrato un costante e deciso aumento dei prezzi dei mezzi di produzione (concimi. mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio). Si è passati da un più 3,5 (anno 2000) ad un
più 8-9 per cento (stima 2009), con punte del 10,6 per cento nel 2008. Stesso discorso per gli oneri sociali che solo negli ultimi tre anni hanno segnato una crescita superiore al 25 per
cento. Per non parlare del prezzo pagato per gli adempimenti richiesti dalla pubblica amministrazione (nazionale e locale) che “pesa” per oltre 7 mila euro l’anno, in media, per ogni azienda
agricola.

E’ quanto denunciato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori alla vigilia dei due grandi sit-in a Roma (martedì prossimo 24 novembre), davanti alla Camera dei deputati e ai ministri
delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dell’Economia e Finanze, che vedranno la partecipazione di migliaia di agricoltori e che si svolgono nell’ambito della mobilitazione che in
questi giorni si sta sviluppando nell’intero territorio nazionale, anche iniziative con altre organizzazioni, e che proseguirà nelle prossime settimane. Il tutto per sollecitare interventi
urgenti e concreti a sostegno delle aziende sempre più in grave emergenza.

La situazione è resa ancora più esplosiva – rileva la Cia – dal crollo dei prezzi praticati sui campi che sono scesi, quest’anno, di oltre il 15 per cento rispetto al 2008, con cali
record per il grano duro (meno 40 per cento), per l’ortofrutta (meno 20 per cento), per il latte (meno 18 per cento) e per l’uva (meno 15-18 per cento).
Il tutto si traduce in un taglio drastico dei redditi agricoli che quest’anno dovrebbero registrare una flessione di oltre il 2 per cento. E così, nonostante la “parentesi positiva” del
2008 (più 2 per cento), dal 2000 ad oggi i nostri produttori, in ambito europeo, sono quelli che subiscono la diminuzione reddituale più accentuata: meno 18 per cento. Nell’Ue,
invece, si è avuto complessivamente un aumento del 16 per cento.

Ma i riflessi più negativi per le imprese agricole – sottolinea la Cia – si hanno dal crescente onere dei costi che oggi incidono nella gestione aziendale agricola, in media, tra il 60 e
l’85 per cento.
Aumenti, che negli ultimi anni hanno frenato l’attività imprenditoriale con un crescendo impressionate e preoccupante. In particolare -nota la Cia- gli oneri previdenziali e quelli di
carattere burocratico si sono tradotti in un forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività.
 
Aumento dei costi dal 2000 al 2009 per le aziende agricole

2000
+3,5%

2001
+4,8%

2002
+3,6%

2003
+2,8%

2004
+5,1%

2005
+4,6%

2006
+5,2%

2007
+6,1%

2008
+10,6%

2009 (stime)
+8-9%

Fonte Cia-Confederazione italiana agricoltori

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