ARPAV-COLDIRETTI: botta e risposta

ARPAV-COLDIRETTI: botta e risposta

Coldiretti di Treviso non ci sta alle offese lanciate sul mucchio dall’Arpav
ALLARME DELL’ARPAV PER QUALE SECONDO FINE?
Coldiretti di Treviso risponde all’opinionista Andrea Drago, anche direttore dell’Arpav che ieri ha utilizzato i giornali per sparare a zero sugli agricoltori, su tutti indistintamente gli
agricoltori trevigiani.

“Il Direttore dell’Arpav ha delle responsabilità essendo dipendente pubblico, dipendente della regione Veneto – sottolineano in coro il Presidente Fulvio Brunetta e il direttore Enzo
Bottos – 
Certamente prima di lanciare allarmi a destra e a manca ci aspettavamo che, se la situazione è così urgente, provvedesse anche a convocare le organizzazioni di categoria in modo da
darci le soluzioni al problema e soprattutto i dati dello stesso per capire la sua entità.
Soprattutto ci interessano i nomi e i cognomi dei malfattori.
Non è accettabile sparare nel mucchio, non è responsabile farlo.
Ma forse ci sono motivi che a noi sfuggono?”
E’ il metodo di chi dice che i dipendenti pubblici sono tutti fannulloni.
A noi queste generalizzazioni non ci sono mai piaciute.
Quello che sorprende è che ad una inaugurazione della nuova sede Arpav si parli di queste cose che se fondate meritavano una riunione urgente ad hoc.
“Vogliamo risolvere il problema o fare del terrorismo gratuito distorcendo la realtà dei fatti  – analizza Brunetta –

Da un dirigente pubblico o privato mi aspetto che nel suo lavoro si prodighi per risolvere le questioni e non per enfatizzarle.
Oppure queste uscite servono solo per far salire la tensione attorno al taglio di personale dell’Arpav?
Speriamo proprio che non si strumentalizzi la professionalità delle imprese agricole di casa nostra per questi fini”.
 
Il direttore di Coldiretti di Treviso, Enzo Bottos, non ci sta a subire passivamente questo tipo di critiche: “Penso che chi ricopre determinati ruoli abbia il dovere di rapportarsi nel modo
corretto con il mondo di riferimento – comincia Bottos –
Tutta questa enfasi positiva sull’industria mi fa sorgere spontanea una domanda.
Che rapporti ha il direttore dell’Arpav con l’industria?
Cosa significa fare questi parallelismi?
Perché dobbiamo leggere i giornali per scoprire tutto questo e non dai rapporti dell’Arpav?
A questo punto ad ognuno le proprie responsabilità di quello che dice e di quello che fa.
Ci riserviamo di decidere nei prossimi giorni le prossime azioni da percorrere a tutela delle imprese agricole che tutto il mondo ci invidia per professionalità e correttezza.

Non bisogna essere dei draghi per capire che questa volta si è esagerato danneggiando concretamente la nostra immagine di produttori.
Lanciando accuse in senso generale diventa diffamatorio.
Quelle aziende sane e in regola sicuramente si sentono offese e desiderose di andare fino in fondo.
In tal senso penso che potremo raccogliere migliaia di adesioni per una vera e propria azione legale collettiva”.  

Grazie per la Vostra attenzione.
Coldiretti di Treviso.

(La redazione)
Curioso …..Drago/draghi    e Brunetta/Brunetta!

Newsfood.com

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