Stati Uniti: parte la corsa al vaccino anti influenza suina
23 Luglio 2009
Le autorità sanitarie degli Stati Uniti hanno iniziato la procedura per ottenere il vaccino contro il virus H1N1, e contano di partire con la sperimentazione pratica all’ inizio di
agosto.
Lo ha annunciato il Maryland Centro for Vaccine Development, specificando come i test verranno effettuati su 1000 cavie umane, adulti e bambini, per valutare la tossicità del prodotto.
La speranza è che “I risultati di questi studi faranno da guida per un uso ottimale del vaccino sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo”, come afferma la dotteressa Karen Kotloff,
responsabile della ricerca nel Centro del Maryland.
Anthony Fauci, direttore del Niaid (National Institute of Allergy and Infectious Diseases, una sezione del servizio sanitario nazionale) afferma invece come “Miriamo ad avere il vaccino pronto
e testato entro ottobre, data in cui si prevede il picco dell’influenza A”.
Il protocollo di ricerca contro l’ influenza suina prevede due fasi principali.
Nella prima si inoculerà una dose di vaccino su volontari sani che terranno registrazioni quotidiani del loro stato di salute.
Successivamente, 8 giorni dopo, verranno eseguite analisi del sangue dopo 21 giorni verrà inoculata una seconda dose del vaccino seguita, di nuovo, da annotazioni del soggetto su un
diario ed esami ematici.
I soggetti verranno comunque monitorati per i successivi 2 mesi e seguiti in tutto fino a 6 mesi totali.
La dottoressa Kotloff spiega così tanta cautela: “Vogliamo essere certi che il vaccino sia sicuro, anche se, se tutto va come pensiamo, già dopo 6 settimane di sperimentazione
possiamo dare conferma sulla sua efficacia”, e sottolinea la particolarità dei soggetti in età avanzata: “Al contrario delle nuove generazioni, le persone anziane hanno acquisito
una sorta di immunità all’influenza A perché sono già state esposte a virus simili in passato, e dunque prevediamo che per loro la dose del vaccino sarà minore”.
La ricerca sta esplorando anche dei campi collaterali; in particolare, si cerca di creare una versione del vaccino potenziato da sostanze adiuvante, in modo da poter dividere l’ antigene in
più dosi.
Matteo Clerici





