La finanza del panino. Il Big Mac Index per studiare l’ economia mondiale
23 Luglio 2009
Da oggi finanza, economia ed alimentazione sono più vicine ed il merito è dell’ Economist ed (indirettamente) del Big Mac di Mc Donald’s.
Gli esperti del più autorevole settimanale finanziario hanno deciso di misurare lo stato di salute delle finanza mondiale ed il potere d’ acquisto dei cittadini usando come misura il
più famoso prodotto di Mc Donalds.
Così è nato il Big Mac Index, basato su un ragionamento semplice ed efficace.
Il Bic Mac è lo stesso prodotto, ma venduto nei diversi Paesi a prezzi diversi.
Ciò permette di calcolare la competitività dell’ industria e la ricchezza delle persone.
Esempio: un Big Mac, nell’area Euro, costa in media 4,62 Dollari USA, mentre negli Stati Uniti il costo è di 3,57 Dollari USA. A questo punto il rapporto di 1,294 (4,62 diviso
3,57), prova che l’Euro è attualmente sopravvalutato di qualche decimo di punto .
Attualmente, il Big Mac Index afferma che l’ Euro forte penalizza l’ economia e le imprese del Vecchio Continente a vantaggio della concorrenza Usa, aiutata dalla svalutazione del
dollaro.
Una moneta americana debole vuol dire che le merci americane costano meno rispetto a quelle europee.
Forse ancora più importante, il dollaro debole di conseguenza aiuta le aziende degli Stati Uniti ha dominare il mercato interno, raddrizzando i conti e limitando i licenziamenti.
Tale situazione spinge inoltre i consumatori a rivolgersi verso prodotti americani, snobbando l’equivalente nostrano.
Negli ultimi anni, ad esempio, è cresciuto il numero di italiani che si sono regalati un viaggio o hanno acquistato una casa è un male.
Tale comportamento è però un danno per tutti.
I cittadini sono infatti sia consumatori che lavoratori, quindi una cattiva economia vuol dire meno posti di lavoro e meno soldi per i consumi.
E di conseguenza, tutti ci rimettono.
Matteo Clerici




