Confedilizia critica il dl sul federalismo fiscale
21 Gennaio 2009
“Federalismo, apriamo gli occhi”. Questo il titolo di un documento dell’Ufficio Studi della Confedilizia che critica i contenuti del disegno di legge in materia di
federalismo fiscale attualmente all’esame dell’Aula del Senato.
Nel documento – consultabile nel suo testo integrale sul sito Internet dell’Organizzazione (www.confedilizia.it) – sono evidenziati gli elementi di maggiore
criticità della riforma che il Senato si accinge a votare, di cui di seguito si forniscono alcuni esempi.
Anzitutto, il documento segnala con preoccupazione la previsione di un considerevole numero di autorizzazioni all’istituzione di tributi propri da parte degli Enti locali,
accompagnata da altrettanto preoccupanti disposizioni derogatorie in materia di aliquote. Oltre alla previsione dell’individuazione di tributi propri per i Comuni e le Province da
parte della legge statale, infatti, viene stabilito che le stesse Regioni possano istituire ulteriori nuovi tributi dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane.
Altro elemento di allarme segnalato nel documento della Confedilizia è la circostanza che, nel testo modificato dalle Commissioni, risulti considerevolmente ampliata la
previsione che i decreti delegati disciplinino specifici tributi propri a favore di Comuni e Province, con ciò moltiplicando all’infinito una facoltà dai confini
– peraltro – alquanto indefiniti. Laddove, infatti, il testo originario parlava – con riferimento a Comuni e Province – di “un” tributo, si parla ora
di “uno o più” tributi.
Ancora, nel documento si rileva come appaia inaccettabile che i previsti tributi di scopo non debbano essere collegati a precise opere pubbliche, e solo ad opere pubbliche, e che
– com’è nel testo all’esame dell’Aula – l’entità del tributo non sia correlata al principio del beneficio recato. Tale principio era
già stato accettato ancora anni fa avanti l’Alta Commissione di studio per la definizione dei meccanismi strutturali del federalismo fiscale.





