Allevatori in grave crisi. Subito adeguati interventi per la mozzarella

By Redazione

Immediati indennizzi per gli allevatori colpiti, con richiesta dello stato di crisi e notifica preventiva a Bruxelles; dimissioni del Consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela;
adozione di un sistema mensile di controllo della presenza o meno della diossina nella produzione di ogni impresa allevatrice; obbligo per i mangimifici di esibire la certificazione di mangime
indenne da diossina.

Sono queste alcune delle misure per fronteggiare la grave emergenza della mozzarella di bufala sollecitate dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che fa proprio il documento di richieste
elaborato dalla Cia della Campania (che ieri ha tenuto una riunione con gli allevatori bufalini).

Per quanto riguarda l’operato del Consorzio, viene invitato il Governo a verificare le condizioni per i provvedimenti del caso per evidenti ammissioni, negli anni, nello svolgimento
dell’attività di tutela. Il nuovo organo direttivo del Consorzio deve essere, per composizione e missione, in grado di poter svolgere adeguatamente una reale tutela della Dop.

La Cia evidenzia la necessità che sia fatta piena luce sul perché i risultati di un campionamento di massa effettuato il 22 dicembre scorso dai servizi sanitari della Regione
siano stati resi noti solo a marzo, mentre nel frattempo non si è provveduto a fare prelievi ed analisi sui singoli allevamenti.
Viene sollecitato, inoltre, che l’allevatore, danneggiato dal sequestro non giustificato da risultati probatori dalle analisi che si stanno effettuando, venga indennizzato del danno subito,
insieme agli altri allevatori che stanno pagando un prezzo per una superficiale ed avventata gestione della vicenda.

La Cia chiede anche che i caseifici che producono mozzarella Dop e mozzarella mista (vaccina e bufalina) rispettino il decreto che prevede la separazione delle linee produttive e che non sia
permessa la vendita di mozzarella sfusa e che l’incarto della stessa non consenta ambiguità di sorta tra Dop e non.
Nel ribadire un fermo «no» agli allarmismi ingiustificati, la Cia sollecita un vertice tra governo, regioni interessate e soggetti della filiera e l’avvio di un’adeguata e chiara
campagna nazionale di informazione.

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