La Coldiretti sulla centrale Enel di Cerano
25 Ottobre 2007
Bari – “Non è più procrastinabile la convocazione di un tavolo tecnico per l’individuazione di strumenti e risorse finanziarie utili a bonificare l’area a rischio
contaminazione e a risarcire gli imprenditori agricoli che risultano danneggiati, anche in considerazione dello stato di agitazione già in essere delle popolazioni interessate”.
Il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, interviene sulla difficile vertenza ambientale che si sta consumando a Brindisi, dove il Sindaco, con l’ordinanza 18 del 28 giugno scorso,
ha ordinato il divieto di coltivazione e l’obbligo di distruzione delle colture erbacee in atto e dei frutti pendenti delle colture arboree, ricadenti in un area agricola del Comune stesso su
un’estensione di circa 400 ettari, sito in località S. Lucia – Cerano, motivando il provvedimento con la presenza di contaminazioni lungo il percorso dei nastri trasportatori che
collegano la centrale Enel di Cerano al porto di Brindisi.
“Purtroppo, ad oggi si registra solo il danno – continua Salcuni – a carico delle 60 aziende familiari, impossibilitate a svolgere la propria attività imprenditoriale, con evidenti
ripercussioni negative sulle circa 1.000 unità lavorative impegnate”.
“Bisogna iniziare a pensare a strategie strutturali e non estemporanee – aggiunge il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – per combattere e contrastare tutte le aggressioni
che disturbano il territorio rurale o tentano di sfruttarlo a fini speculativi. Un territorio che è espressione e culla della varietà e della qualità del settore
agroalimentare pugliese, fonte di reddito per le imprese agricole e valore aggiunto per un turismo sempre più enogastronomico”.





