URGONO VARIANTI ALLA VIA MAESTRA SULLA “TRATTA PIACENZA”

URGONO VARIANTI ALLA VIA MAESTRA SULLA “TRATTA PIACENZA”

By Giuseppe

Comitato “Tratta Piacenza” vie Romee e via Francigena pro Unesco

Lunedì 11 novembre, alle 18,  PalabancaEventi di via Mazzini: presentazione del volume “Via Francigena Italia e Vie Romee nella Tratta Piacenza”

Piacenza, 9 ottobre 2025

 

Giampietro Comolli

 

IL COMITATO TRATTA PIACENZA VIA FRANCIGENA ROMEE
“SALVIAMO IL GUADO DEL FIUME PO  – TURISTI E PELLEGRINI IN CRESCITA NEL 2025, MA CHIEDONO SICUREZZA SERVIZI CERTI APERTI. MOLTI OPTANO PER LA SPONDA LOMBARDA IL PULMAN IL TRENO IN ALTERNATIVA ALLA “VIA UFFICIALE CODIFICATA”. DUE-TRE VARIANTI SONO INDISPENSABILI PER CATALIZZARE IL SEMPRE MAGGIOR NUMERO DI ESCURSIONISTI APPASSIONATI ACCULTURATI – ESCURSIONISMO E CAMMINI SONO UN TURISMO ATTRAENTE E SPENDENTE SE CI SONO SERVIZI CERTI –  LE ISTITUZIONI LOCALI E REGIONALI SONO CHIAMATE A DARE CONTINUITA’ E SUPPORTO ALL’IMPORTANTE TRATTO EUROPEO
L’anno del Giubileo è stato nei mesi passati ed è ancora molto importante per le manifestazioni ed eventi legati al pellegrinaggio, cammini ed escursioni. Come comitato Tratta Piacenza ci siamo attivati con diversi contatti e percorsi al fine di far conoscere il tragitto piacentino e ” il passaggio” fluviale del fiume Po come una della più significative caratteristiche dell’intera “via maestra Francigena” di 3200 km. “non poca cosa”, crediamo. Per cui perdere passaggi, transiti, “guadi”, escursionisti, pellegrini stranieri vuol dire perdere tanti turisti. Nel 2024 e 2025 anbbiamo come comitato attivato decine di contatti e proposte soprattutto in regioni italiane come Piemonte e Lombardia, ma soprattutto in Ticino, Svizzera, lago di Losanna e area francese della Savoia. da queste zono sono arrivati a Piacenza in 8 mesi ben 4.800 pellegrini e circa 20.000 arrivi turistici e 11.300 presenze. un dato importante e significativo. il comitato già dal 2021 ha creato un “osservatorio numerico” grazie ai rapporti con alcuni dipartimenti universitari di statistica demografica di Milano, Bologna, Bellinzona.

Ottimi risultati, ma purtroppo senza segnali di continuità e di fluidità. Durante la raccolta dati abbiamo riscontrato ancora una volta (sono anni che ciò avviene con il silenzio di molti sindaci e soprattutto del comune capoluogo di Piacenza) una certa indifferenza, delusione da parte dei turisti “attratti” dalle diverse attività e segnalazioni comunicazionali e una decisa e sempre più allargata elusione e perdita del tragitto piacentino a favore di quello lombardo e fidentino perchè più sicuri e più agevolati anche dalle istituzioni regionali pubbliche e preposte al turismo dell’Emilia. Come Comitato possiamo “vendere” bene una idea, una immagine, la nostra storia e cultura, elementi architettonici unici e valori aggiunti come enogastronomia e paesaggio ma poi se “sul territorio” non ci sono servizi alla persona, ricettività multifunzionale e a prezzi differenti, assistenza, certezza e sicurezza del percorso diventa assai difficile se non impossibile far “fermare e ritornare” i vari pellegrini e turisti.
Infatti i pellegrini veri, quelli delle credenziali, sono sempre meno in lento e agonizzante calo a vantaggio di Orio Litta e San Rocco fra pavese e lodigiano e di Fidenza e Sala Baganza nel parmense: mancano totalmente quelle piccole e minimali infrastrutture che servono per superare certi luoghi difficili e certi periodi stagionali che sicuramente non agevolano i cammini di pianura sotto il sole, il caldo, mancanza di punti di ristoro e sosta. In questo – per l’ennesima volta – come comitato sottolineiamo e rimarchiamo la grande disponibilità, attenzione, adeguamento in tutti i casi del nostro Danilo “traghettatore” a Soprarivo di Calendasco. La assenza di Danilo per tanti motivi, vuol dire perdere l’effetto guado sulla carta e nella realtà. occorre ricorrere ai ripari prima possibile. Piacenza deve riappropriarsi del fiume Po ( e dei suoi torrenti) in modi diversi non parchi passivi ed estetici e tabellati, ma parchi attivi, ospitali, accoglienti, attivi, dinamici con personale di supporto e aiuto …..non in ufficio dietro a una scrivania ….ma sul campo, per strada, con celle hotspot multimediali e cellulare ufficiale per dare risposte.
Il 2025 è stato ed è un anno che dimostra quanto il “turismo outdoor” locale e interregionale nazionale sia  per aree vaste interne senza mare, neve e laghi, una opportunità di sviluppo e una risorsa per territorio, imprese e famiglie.  Desideriamo segnalare la cosa a Chi di dovere e a tutti gli amici che hanno aderito o che sono interessati alla Tratta Piacenza, come dice l’assessore Fiazza “nobilissima terra di passo” di Leonardiana memoria. Recenti impegni finanziari nazionali per ” rivitalizzazione e rioccupazione aree svantaggiate interne e montane” con apposite leggi possono essere un trampolino se ben pilotato e senza interventi minimi a pioggia.
Chiedo a tutti un sempre maggiore impegno di tutti ognuno nel suo campo di azione e interesse. In particolare, come Comitato, vogliamo sollecitare in primis Comune e Provincia di Piacenza e soprattutto Fondazione Piacenza e Vigevano in quanto proprio la Fondazione, per finalità sociali culturali strategiche sostenibile per il territorio e persone, lega la terra di passo di Piacenza e di Vigevano, due città legate proprio dal tragitto della Via Francigena di Sigerico dal 990 d.C.. una storia più che millenaria fra le due città. Proporremmo proprio alla Fondazione di sostenere “la continuità del guado” attraverso la istituzione di un sostegno strumentale organizzativo e umano affinchè lo stesso guado del fiume Po viva e esista anche dopo il volontariato di persone appassionate e diventi un “accesso” alla arte, cultura, storia di Piacenza più sicuro, più attento, più servito. Speriamo molto che il castello e pertinenze di Calendasco possano essere un forte richiamo e punto di sosta garantito per tutti non solo per il passante del guado, la via Francigena, la via Postumia ma anche per il nascente “ultimo cammino di San Rocco” che lega Calendasco a Sarmato e Piacenza. Il centro urbano di Calendasco negli ultimi 20 anni ha perso alcuni punti fermi per i pellegrini che devono essere riaperti: il comune si sta attivando per un ostello di pregio.   Il “tragitto” fluviale delle antiche vie religiose e storiche deve diventare un simbolo di attrazione turistica anche nella calda e piatta pianura piacentina dove certe località e certi prodotti alimentari (…oltre il panino con la coppa) abbiano il giusto spazio e valore attraverso la cura e la gestione del territorio.
Giampietro Comolli
presidente pro tempore
comitato Tratta Piacenza vie Romee&via Francigena Italia pro Unesco
Via X Giugno 3 (Fam.Piasinteina)-29121 Piacenza

Vedi anche:

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La Via Francigena è una strada antica percorsa da pellegrini, mercanti, soldati che univa l’Europa occidentale del nord e del sud, dal Regno Unito, Francia, Germania, Spagna  a Roma e a Gerusalemme. Un percorso dettagliato nel diario di viaggio dell’arcivescovo di Canterbury, svolto fra il 990-994 d.C., che si rifà a viaggi precedenti di pellegrini cristiani, ma anche di legionari e viandanti, che pendevano le vie più sicure in base a sicurezza, salubrità, stagionalità , carestie, guerre e malattie. Le prime strade sono quelle dell’inizio della cristianizzazione agli albori del IV° sec d.C. di cui si hanno testimonianze scritte, poi le vie create dai Longobardi, prima della frequentazione dei Franchi. Quindi una via Europa-Roma che all’inizio privilegiò le strade consolari romane, poi i tragitti di crinale della montagne, poi le strade più ampie e battute di fondovalle, ma anche quelle segnate da monasteri, conventi, castelli e borghi come tappe obbligate, infine quelle più frequentate, sicure al passaggio di carri. Quindi un panorama di varianti molto significativo.  La Via Francigena Italia tabellata oggi  come “viamaestra”, attraversa 11 regioni per circa 1800 km, consta di 80 tappe, attraversa 300 comuni, dal passo del Gran San Bernardo fino a Santa Maria di Leuca. A Piacenza ci sono 3 tappe, attraverso 9 comuni, circa 70 km dal guado del fiume Po ai passi appenninici emiliani-toscani.    

 

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