La strada regionale delle ceramiche siciliane si presenta al BIT

La strada regionale delle ceramiche siciliane si presenta al BIT

By Giuseppe

Scopo dell’iniziativa è quella di preservare e diffondere l’antica arte legata alla produzione di ceramiche artistiche che sono delle vere e proprie icone di sicilianità, riconosciute ed apprezzate in tutto il mondo

 

Milano, 4 febbraio 2024

 

Testo di Michele Pizzillo

La presentazione a Milano de “La strada regionale delle ceramiche siciliane” risale all’ottobre scorso, con la partecipazione dei rappresentati delle amministrazioni dei comuni interessati (i sindaci di Burgio Vincenzo Galifi, di Santo Stefano di Camastra Francesco Re, di Sciacca Fabio Termine, gli assessori di Caltagirone Claudio Lo Monaco, di Collesano Toni Armanno) e Sabrina Mancuso dirigente scolastico del Liceo Artistico “Bonaventura Secusio” di Caltagirone che all’inizio del secolo scorso fu fondato da Don Luigi Sturzo.

Stand strade della ceramica siciliana

Scopo dell’iniziativa è quella di preservare e diffondere l’antica arte legata alla produzione di ceramiche artistiche che sono delle vere e proprie icone di sicilianità, riconosciute ed apprezzate in tutto il mondo. E, quindi, da tutelare e, nello stesso tempo, mettere in essere tutte le iniziative utili per valorizzare una produzione che può anche essere motore di sviluppo turistico. Infatti, attorno ai maestri vasai c’è tutto un mondo da scoprire, certamente antico ma ancora vivo e vitale, fatto di luoghi e di persone da fare conoscere meglio.

Anche perché c’è un forte legame fra la produzione di ceramiche e la tradizione siciliana dei prodotti da forno. Basta pensare ai pasticciotti di Burgio, all’ova murina di Sciacca, ai panareddi di Caltagirone, al pane e ai biscotti di Monreale, alle cassatine di Collesano. Ma anche al fatto che le ceramiche sono prodotti da forno, e come quelli fatti con la farina, necessitano di un impasto, di una manipolazione, di una cottura, di una decorazione e di un importante ingrediente in comune, il calore, è solito evidenziare il pluripremiato fornaio Gianmichele Messina di Monreale, che va gestito con la massima attenzione. E, poi, la maggior parte delle decorazioni delle ceramiche antiche richiamavano la coltivazione del grano, oltre ad essere utilizzate per la conservazione e il trasporto degli alimenti e le lunghe cotture.

Assessore Elvira Amato

Poi si è capito che le sei città siciliane più rinomate per la presenza di straordinari maestri capaci di trasformare acqua, terra, aria e fuoco per creare ceramiche artistiche e, così, i pubblici amministratori hanno deciso di congiungersi idealmente in una «strada» – dalla messinese Santo Stefano di Camastra alla catanese Caltagirone, dalle agrigentine Sciacca e Burgio alle palermitane Monreale e Collesano.

Facendo di più, partendo proprio da Milano, alla Borsa Internazionale del Turismo (Bit) che si concluderà martedì 6 febbraio, per presentare il progetto che hanno chiamato “l’identità che prende forma”. E, quindi, dice Elvira Amata, assessore regionale al turismo presente all’inaugurazione della Bit “Finalmente in Sicilia si fa sistema e si abbatte il campanilismo.

Per la prima volta gli stakeholder del territorio fanno rete con un progetto che ha come filo conduttore la possibilità di visitare i comuni noti per la produzione della ceramica siciliana. Arte e cultura che diventano esperienza turistica attraverso un percorso che porta il visitatore alla scoperta della Sicilia da occidente ad oriente.

Un progetto davvero molto bello che io come assessore intendo supportare”.

Amminisratori presenti alla Bit 2024 di Milano

E, possiamo dire, entra in ballo il Passaporto della Strade della Ceramica Siciliana, un documento che vuole unire idealmente le sei città siciliane che nella lavorazione della ceramica hanno un’antichissima tradizione. Un nuovo modo di vivere il turismo in Sicilia attraverso percorsi fatti di natura, arte, gastronomia e cultura e di conseguenza alternativi alle mete turistiche più conosciute. “Il passaporto è un documento che dà facoltà di transitare da un territorio a un altro, da una realtà ad un’altra, ovvero scoprire gli elementi fondamentali dell’identità siciliana come il colore e il calore che poi, sono gli elementi fondanti del fare ceramica – afferma Claudio Lo Monaco, vicepresidente nazionale dell’associazione italiana Città della Ceramiche -.

Parlare di passaporto ci dà un elemento molto ideale, ma nello stesso tempo concreto di un transito verso percorsi reali di bellezza ed è un itinerario verso la conoscenza di uno degli elementi fondanti dell’identità siciliana. Non a caso il valore della ceramica, come Patrimonio immateriale dell’umanità è stato riconosciuto dall’Unesco a Caltagirone nel 2006 indicando in questo caso non solo la lavorazione ma anche il saper fare ceramica, quindi alla storia di queste città siciliane”.

Presenti alla Bit anche le amministrazioni locali con alcune opere esposte degli artisti locali e gli allievi dell’istituto regionale Ciro Michele Esposito di Santo Stefano di Camastra, guidati dalla professoressa Serena Caruso in una dimostrazione dal vivo della lavorazione al tornio e di una decorazione di una piastrella. “La Bit è una vetrina internazionale, un’occasione unica per far conoscere agli addetti ai lavori e al pubblico le Strade della Ceramica siciliana ed è qui che abbiamo voluto presentare il progetto che le sei città da mesi stanno portando avanti per una nuova forma di turismo legato alla scoperta delle tradizioni e degli antichi mestieri – spiegano in una nota congiunta i sindaci di Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca –
In questo contesto nasce l’idea del Passaporto come volano per il nostro territorio e come occasione per far scoprire l’antica arte ceramista”.

Il Passaporto delle strade della Ceramica è un documento rilasciato presso i centri di ritiro e timbratura presenti in tutte le sei città siciliane della ceramica iscritte all’Associazione Italiana Città delle Ceramiche, per promuovere il turismo esperienziale legato alle ceramiche artistiche siciliane. Il titolare del passaporto ogni volta che visiterà una delle città della ceramica potrà chiedere la timbratura e, dopo ciascuna timbratura, avrà diritto ad usufruire delle promozioni territorialmente collegate al passaporto.

Il passaporto, che entrerà ufficialmente in funzione domenica 24 marzo 2024, vale anche come biglietto unico di ingresso nella rete dei musei delle città della ceramica e negli altri luoghi di cultura convenzionati. Al completamento del percorso, testimoniato dalle sei timbrature presenti nel passaporto, il viaggiatore matura il diritto di ottenere l’attestato di “Amico delle città della Ceramica siciliana” e il premio che consiste in un prodotto in ceramica da scegliere fra quelli disponibili nella sezione catalogo dei premi.

Per ottenere l’attestato ed il relativo premio, le sei timbrature presenti nel passaporto devono essere state completate in un periodo non superiore ad un anno solare.

 

Michele Pizzillo

(Michele Pizzillo site:newsfood.com)

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