8 #POSTCORONAVIRUS: solidarietà e sostenibilità in Italia, by Comolli

8 #POSTCORONAVIRUS: solidarietà e sostenibilità in Italia, by Comolli
OTTAVA PUNTATA AGGIORNATA SUL POST CORONAVIRUS
Data: 3 aprile 2020

#postcoronavirus (8) … solidarietà e sostenibilità in Italia

                                                                                 

#postcoronavirus (8)

Diversi esempi di solidarietà e sostenibilità in Italia. Singole grandi imprese impegnate a dare esempio. Start up pronte a non chiudere. UbiBanca ha lanciato una prima azione da 10 mld/euro. Linea liquidità per tutti,  aiuti mirati per piccole imprese. Cacciari chiaro su cosa fare. 2,5 milioni di domande per i 600 euro all’Inps.
Le aziende italiane assicurano, con polizze integrative, i propri dipendenti dal coronavirus. In puglia 17.000 aziende hanno già presentato domanda per cassa integrazione totale per 60.000 dipendenti.
Calzedonia produce mascherine testate e certificate da giorni ma non può distribuirle perché non c’è l’ok di protezione civile, commissario ad acta e Istituto superiore della sanità: perché in Italia vince sempre la burocrazia e l’autodeterminazione di un capo di turno?  Milena Gabanelli, nota giornalista d’inchiesta per 30 anni, è stata molto chiara.
Poi però si acquistano 600.000 mascherine da una ditta cinese senza fare le verifiche di certificazione come necessarie per gli operatori sanitari di prima linea. Paolo Mieli e Ferruccio de Bortoli, due grandi giornalisti, sollevano due questioni importanti: il primo è molto attivo sull’elenco degli errori commessi da molti soprattutto in fase preventiva e di avviamento, mentre il secondo giustamente pone la questione su quante agevolazioni/ detrazioni/deduzioni/benefit esistenti nelle diverse forme (circa 50 mld/euro in totale all’anno compreso quelle dei dipendenti pubblici) possono dare un tesoretto nazionale se ben calibrati e riordinati. Unicredit in Italia parla di 2600 nuove assunzioni come difesa della occupazione rivolta ai giovani. Ma c’è anche il governatore emiliano della Puglia che blocca (requisisce) un ordine di consegna di macchinari al Veneto, poi c’è accordo con Zaia: ma non si fa!   
Le foto scattate dai droni e dai cellulari postati sul web di strade e centri città come Palermo, Napoli, Genova, Foggia lasciano allibiti: 60.000 contravvenzioni in nord Italia in 10 giorni e solo 1500 nelle regioni del sud Italia. Sono segnali che fanno pensare e riflettere: non voglio dare colpe a nessuno, nè polemizzare in momenti così difficili, ma in un paese in crisi e stravolto si può avere un indirizzo unico, forte, strategico, senza dover rincorrere, smentire, girare attorno al palo-dance per salvare qualche circolare?
In Puglia chi ha avuto già bonus spesa li sta rivendendo: queste sono le cose che l’Europa non vuol vedere. E l’Europa ha ragione!  Possono degli ex ministri che sono stati al governo sollevare questioni assurde in questo momento quando hanno anche lanciato per primi l’idea di tagliare fondi della Sanità alle regioni, imporre amministrativi come direttori sanitari, imporre ragionieri e revisori dei conti  a capo delle Asl?   
In Olanda milioni di tulipani pronti per la primavera invenduti: un danno del 5% del Pil pari a 35 mld/euro se non si sblocca. In Svezia tutto aperto e attivo: si consiglia solo attenzione e distanze. In Svizzera il peggior indice dei contagi (1 abitante su 480) ma tutto procede come prima con solo consigli precauzionali.  Il fondo sovrano Norvegese perde 113 mld/euro nei primi 3 mesi del 2020! I future su tutto l’azionariato primaio in Usa è in forte calo.
Santander, una delle banche più importanti europee, chiede più sostenibilità economica all’Europa. Luxottica, chapeau, riduce lo stipendio a tutti i manager aziendali.  
Altri segnali economici molto importanti arrivano dal mondo bancario-finanziario. Confermo da piccolo economista che un “cambio” sostanziale #postcoronavirus dovrà proprio essere una decisa e intelligente separazione legale, legislativa e giuridica fra chi fa economia e finanza diretta da che usa la grande finanza, le borse, le capitalizzazioni per fare speculazione.
Senza questa separazione sarà molto difficile recuperare una fetta del benessere e del buonvivere del passato recente!  Sono rammaricato che UbiBanca abbia risposto picche e visto la offerta di acquisto volontaria di BancaIntesa come un attacco: sicuramente gli indici tecnici e di solidità sollevati da Ubi sono corretti, ma credo che una GrandeBancaItalia sia necessaria per il nostro paese e i due istituti hanno molti fattori sociali e civili in comune. Certi tecnicismi finanziari potevano passare in secondo piano ed essere discussi a parte: una banca con un capitale da 35 mld/euro, 110.000 dipendenti può essere molto importante per il Paese in un contesto Europeo. In ogni caso l’ad di UbiBanca, Victor Massiah, mi sembra molto in linea con una nuova visione bancaria-finanziaria #postcoronavirus.
La messa a disposizione di 10 mld/euro pronti via per emergenza liquidità è già una ottima cosa, in una ottica di ripartenza. Ma sono i commenti-motivazioni del vertice della banca che danno una indicazione di cambio delle strategia di una banca dedicata al privato e all’impresa nazionale: finanziamenti chirografari con la garanzia dello Stato anche all’80% è un ottimo avvio, aumento delle disponibilità di cassa, riconversioni di fidi, moratoria dei pagamenti finanziai in essere e sospensione di ratei di altri finanziamenti a breve termine sono fatti concreti per aiutare le imprese. un pacchetto mai visto: le imprese dovrebbero essere contente. E’ evidente anche che c’è differenza fra una impresa di 100-1000 dipendenti con una startup di 10-50 dipendenti fissi. E’ su questa differenza che si gioca realmente la responsabilità del mondo bancario, la efficienza e la disponibilità di fronte a meccanismi più flessibili e/o a interventi anche a tasso zero in tempi lunghi. Lo Stato deve garantire l’impegno completo delle piccole imprese e il sostegno su imposte, interessi, ammortamenti, cuneo fiscale per le grandi imprese con la primaia garanzia che nessun posto di lavoro venga perso, altrimenti cade ogni garanzia e ogni copertura, con riflessi anche giuridici.
Per commercianti e artigiani, poi, il sostegno deve essere strettamente connesso con l’innovazione telematica, e-commerce, Pos e Gprs da remoto per consentire rapidità, senza canoni e costi contenuti. Speriamo che questo primo passo sia ascoltato da tutti gli istituti, che gli interessi e i tassi siano azzerati, che le rate allungate nel tempo, soprattutto che certe banche che si dichiarano “territoriali” tornino a fare mini-crediti, crediti etici…                   raccolta risparmi e distribuzione.
Anche il prof Massimo Cacciari è sul pezzo, anzi molto addentro, molto incavolato, molto diretto come sempre. Persona che può piacere o non piacere, carattere schietto, fattostà che segue una linea e un profilo molto attento all’attualità, ma soprattutto al futuro. Con quel tocco di riflessione morale etica che dovrebbe segnare le scelte di economia sociale civile vitale del #postcoronavirus. Il disastro economico, dice Cacciari, diventa sempre più una crisi sociale, per cui le scelte economiche da fare non possono prescindere dai fattori, indici, scelte che regolano la vita sociale e quotidiana di tutti, partendo dalle fasce non solo più basse, ma soprattutto da quelle medie che sono il pilastro della società italiana.
La UE può comportarsi bene, deve, ma non può risolvere i problemi complessi, atavici dell’Italia. L’Italia deve aggiornarsi in tutto, cogliere l’occasione per puntare tutto sulla tecnologia, ad iniziare dal Parlamento. Manca una politica nazionale, sostiene, e manca in molti settori, campi e palazzi. Troppa ridondanza e troppi luoghi comuni. Richiama anche i valori e i gridi che arrivano dalla piazza, sintomo di disagio. C’è sfiducia, ci sono situazioni difficili dentro le mura di casa: possono esplodere. La buona politica deve leggere la situazione attuale anche in una ottica di accelerazione delle necessità ambientali di tutti, del pianeta. Ogni paragone ad una guerra è blasfemia, dice, bisogna salvare la vita sociale e civile a tante persone e preparare prima possibile leggi di adattamento.
Un Parlamento non funzionante fa senso: giusto non mettere 600 persone in una stanza, ma un allaccio skype non dovrebbe essere difficile! Infine sostiene che la crisi globale darà un ulteriore colpo alle categorie politiche vecchio stampo, oggi c’è bisogno di dinamicità, concretezza, velocità anche nel comportamento del politico. Questo è il primo cambio #postcoronavirus urgente. Dalle diverse interviste rilasciate da Cacciari in questi giorni, è chiaro il senso di disagio e l’urgenza: semplificare la vita di tutti, assistere i più deboli, trovare lavoro a più persone possibile, ridare fiducia e uno stipendio degno ed equo, uno Stato forte che guidi e non gestisca, che abbia strategie e asset, che attui piani di competenza nazionale, con una revisione di tutto il sistema più moderno.
Via tutta la burocrazia e gli enti inutili. Cacciari è chiaro: finita questa fase il futuro del premier Conte sarà durissimo perché dovrà colpire, fare gerarchie e un uomo di mediazione non è adatto a prenderle. Il rischio è di vivere di rincorse, rammendi, inutili spese e di politiche ballerine e non durature. In tutto il mondo ci vorrà una politica ferrea e governi di lunga durata: chi la applicherà meglio e saprà ragionare di politiche internazionali e continentali con una alta strategia concentrata nazionale, prima risorgerà. La UE può farcela, ma non in queste condizioni, senza forti impegni comuni e senza statisti. Il rischio è che l’Italia lasci alla prossima generazione un debito tale da perdere casa e tutti i risparmi dei genitori. Attenzione a far nascere queste situazioni. Messaggio molto chiaro.    

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
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