4 motori, Formigoni: «nostra sanità al primo posto»

Milano – E’ la Lombardia la più virtuosa nel campo della sanità fra le quattro che fanno parte dei cosiddetti Quattro motori d’Europa, è quanto emerso ai lavori
del convegno «Valore della salute e governo della sanità, un confronto a 10 anni dalla legge 31», nel corso del quale sono stati illustrati i risultati di una ricerca
condotta da Ambrosetti – The European House.

La Lombardia, infatti, non solo si colloca al primo posto a livello di analisi aggregata dei fattori generatori di performance sanitaria (con 42 punti su 60, seguita dalla Catalogna con 39, dal
Baden-Wuerttenberg con 37 e dal Rhône-Alpes con 32) ma presenta anche il più alto numero di medici per abitanti (600 ogni 100mila abitanti) ed è allo stesso tempo la Regione
che ha fatto lo sforzo maggiore nel favorire il riequilibrio del rapporto tra ospedale e territorio.

«Il primato della nostra sanità – ha commentato il presidente Roberto Formigoni nel suo intervento – è dunque documentabile sul piano della contabilità e
dell’efficienza, ma anche e soprattutto sul piano ‘riformatore’, di chi cioè è capace di fare scuola, incrementando il proprio e l’altrui sviluppo. E questo è stato
possibile grazie all’introduzione fatta dieci anni fa del principio della sussidiarietà, che ha reso la Lombardia un importante laboratorio per l’elaborazione delle politiche anche in
altri campi».
Un’introduzione che non fu indolore, come ha voluto ricordare Formigoni: «Fu una scelta politica coraggiosa da parte nostra che incontrò ostacoli e resistenze fortissime,
soprattutto da parte del Governo di allora, ma che ci ha permesso di dare vita a un nuovo modello che si è dimostrato vincente non solo nel settore della sanità, ma potenzialmente
in ogni settore della società».

Un modello che ha implicato alcune scelte di fondo (partnership pubblico-privato, aziendalizzazione del sistema sanitario, ricorso al modello della Fondazione, libertà di scelta, forte
sistema di controllo, separazione tra Asl e Aziende ospedaliere) e che ha portato la Lombardia a raggiungere una serie di importanti risultati: «Verso i nostri ospedali si muove oggi il
20% della mobilità sanitaria nazionale – ha spiegato il presidente lombardo – con l’80% di soddisfazione dei nostri pazienti, abbiamo abbattuto i tempi di attesa di visite ed esami,
vantiamo cinque ospedali accreditati dalla Joint Commission e nove centri d’eccellenza nei settori delle biotecnologie e della gnomica. Ancora, abbiamo potuto investire moltissimo in edilizia
sanitaria, costruendo dieci nuovi ospedali all’avanguardia ed eseguendo ben 532 interventi di ammodernamento». Il tutto, mantenendo negli ultimi cinque anni il pareggio di bilancio
(«nonostante siamo tra le Regioni meno finanziate dallo Stato«) e allo stesso tempo un’alta qualità dei servizi.

«Le sfide però non sono finite – ha concluso Formigoni -. Oggi bisogna continuare su questa strada, migliorando ulteriormente il modello per rispondere alle nuove esigenze. Per
farlo serve dare maggiore responsabilità alle Regioni, dando loro piena competenza organizzative in materia sanitaria e dando allo stesso tempo piena attuazione al federalismo
fiscale».

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