Zucchero: definiti i piani di riconversione

due anni dalla riforma dell’Ocm zucchero, il futuro del settore saccarifero inizia ad essere più chiaro e i progetti di riconversione hanno preso il via, dopo il piano saccarifero del
Comitato interministeriale per la programmazione economica, l’ultimo riconoscimento in ordine di tempo della validità dell’accordo quadro sindacale del febbraio 2006 arriva dal programma
nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero approvato poche settimane dalla conferenza Stato Regioni.

Quattro sono gli zuccherifici che effettueranno la prossima campagna (Termoli, Minerbio, Pontelong e San Quirico) e quindici quelli coinvolti da progetti di riconversione: undici stabilimenti
produrranno agro-energia da biomasse agricole e bioetanolo mentre altri quattro si sposteranno nel campo dei servizi, del ‘food-beverage’ e del pomodoro.
Quasi tutti i progetti dovrebbero passare alla fase esecutiva entro il 2008 garantendo così la riconversione di buona parte della filiera e salvaguardando gli aspetti occupazionali.
Tutti i lavoratori coinvolti hanno ottenuto il trattamento di Cassa integrazione in deroga grazie anche all’impegno delle istituzioni regionali e locali per la riuscita dei piani di
riconversione.

Fondamentale è stato, nei due anni di trattative, la mediazione del Ministero per le politiche agricole che ha sempre cercato la strada del dialogo e della concertazione tra le parti
sociali.
Resta ancora molto su cui lavorare, ma i sindacati esprimono a questo punto grande soddisfazione per i risultati ottenuti finora. «Quanto è accaduto nel comparto saccarifero
-sottolineano Fai Flai e Uila – è la dimostrazione che in questo paese è ancora possibile uscire in positivo da situazioni di crisi drammatiche, valorizzando il lavoro e le
risorse a disposizione.»

Laura Svaluto Moreolo

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