La glicoscienza addolcisce l'immagine degli zuccheri
18 Febbraio 2008
Un tempo era opinione comune che gli zuccheri possedessero proprietà curative miracolose, oggi sono considerati un male necessario, da assumere solo in piccole quantità, come il
sale, in caso di consumo eccessivo possono addirittura provocare malattie come il diabete.
Tuttavia, studi recenti dimostrano che questa visione ignora il ruolo cruciale svolto da zuccheri più complessi in molte strutture biologiche, così come il loro importante
potenziale terapeutico.
Recentemente, la Fondazione europea della scienza (FES) ha tenuto un seminario sulla glicoscienza, lo studio degli zuccheri complessi in biologia. I delegati hanno appreso come la glicoscienza
sia divenuta uno dei temi centrali della ricerca biologica e medica e come sia intimamente connessa con ogni aspetto del metabolismo e del sistema immunitario del nostro organismo. Secondo
l’organizzatore del seminario della FES, Tony Merry dell’Università di Manchester (Regno Unito), ora la sfida principale consiste nel coordinare la ricerca nel settore, riunendo le
competenze pertinenti e decidendo in quale area concentrarsi. «I progressi in questo campo sono tali che è piuttosto difficile prevedere dove si verificherà l’impatto
maggiore», afferma il dottor Merry.
Gli zuccheri complessi entrano in gioco ogni volta che le cellule e le strutture più piccole al loro interno comunicano o si legano tra loro. Svolgono un ruolo importante in processi
quali il riconoscimento immunitario e in funzioni cerebrali quali la memoria. I carboidrati complessi sono spesso coinvolti in malattie che compromettono queste funzioni, quali disturbi
autoimmuni come la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide e alcune forme di cancro. La risposta immunitaria dell’organismo spesso dipende dall’identità e dall’ubicazione degli zuccheri
sugli antigeni, molecole sulla superficie di agenti patogeni quali batteri, ovvero cellule o elementi biologici più piccoli quali le proteine complesse, che vengono riconosciuti dalle
difese dell’organismo.
Gli zuccheri complessi come i polisaccaridi sono importanti componenti degli antigeni, con i lipidi (composti grassi) e le proteine. In effetti, gli antigeni determinano l’esito di una malattia
infettiva e la risposta dell’organismo ospite. Le differenze strutturali tra questi antigeni spesso sono responsabili dell’incapacità di molte malattie di passare da una specie all’altra
(nota come barriera della specie). È il caso dell’influenza, in cui molecole chiave presenti sul virus interagiscono con zuccheri complessi diversi negli uccelli e negli esseri umani.
Il seminario della FES ha evidenziato l’esigenza di sviluppare il campo della glicoscienza, la cui importanza finora è stata molto sottovalutata. Esiste anche la necessità urgente
di promuovere la ricerca europea nel settore. «Abbiamo stabilito che occorre esprimersi con un’unica voce attraverso un’unica organizzazione in Europa, per cui abbiamo concordato di
espandere il «Glycoscience Forum» del Regno Unito» spiega il dottor Merry. «Inoltre, abbiamo stabilito che questa impostazione dovrebbe trovare riscontro nel fatto di
reclutare in tutta Europa i membri dei vari comitati».
Si è convenuto che, per quanto l’Europa disponga di competenze di prim’ordine in molte aree, in termini di presenza e di immagine non raggiunge i livelli degli USA e del Giappone.
Occorre pertanto promuovere il profilo della glicoscienza, non solo tra il grande pubblico ma anche all’interno della comunità scientifica stessa.
Il settore ha visto la sua importanza ridotta in parte dall’apparente difficoltà di comprensione e di analisi. La chimica può essere semplificata e definita in termini di
costituenti attivi essenziali e di interazioni, com’è stato fatto per il DNA e le proteine. Tuttavia, questi elementi sono costituiti da componenti più semplici, ossia acidi
nucleici e aminoacidi.
Lo stesso ragionamento va applicato ai carboidrati per mettere la glicomica (scienza degli zuccheri) allo stesso livello della genomica (geni) e della proteomica (proteine). È un passo
fondamentale, poiché glicomica, genomica e proteomica sono tutte altrettanto importanti per lo sviluppo di nuove terapie, che dipendono dall’integrazione delle tre discipline piuttosto
che dai progressi compiuti in un solo settore trascurando gli altri.
Nel maggio 2007 si è tenuto a Kolocep (Croazia) il seminario esplorativo della FES «Glycoscience Comes Of Age». Tra le principali iniziative scaturite figurano una maggiore
cooperazione e collaborazione con altri gruppi internazionali, una formazione più diffusa nel campo della glicoscienza e un maggiore coinvolgimento dell’industria. I risultati del
seminario hanno evidenziato la necessità di considerare le esigenze della ricerca medica e il ruolo che la glicoscienza può svolgere nella medicina. La sensazione diffusa era che
le attività di ricerca nel campo della glicoscienza si dovessero concentrare su infezioni e malattie.
Per maggiori informazioni sulla FES, consultare:
https://www.esf.org/





