Zaia: Il primo luglio festeggeremo ad Assisi l’olio italiano e la legge che lo tutela
29 Giugno 2009
Quella dell’etichettatura obbligatoria dell’olio è una grande vittoria per l’agroalimentare italiano, per i consumatori e per i produttori e merita di essere ricordata come una pietra
miliare della politica agricola comunitaria. Si tratta, però, anche di una vittoria culturale che affonda le sue radici nei valori più profondi del mondo rurale. Per celebrare
questo passo decisivo dell’Europa nel tutelare una produzione così preziosa, il primo luglio festeggeremo col mondo dell’olio nella Basilica di San Francesco ad Assisi.Ho scelto questo
luogo sacro perché l’olio non è solo un prezioso frutto della nostra terra, ma anche un simbolo importante della nostra tradizione culturale e religiosa. I frati hanno sempre
condiviso con la gente il duro lavoro nei campi. San Francesco lavorava con i suoi accettando come solo compenso proprio i frutti della terra.
Signor Ministro, perché celebrare l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sull’etichettatura d’origine dell’olio vergine ed extravergine
d’oliva?
Il primo luglio non solo entrerà in vigore la nuova legge sull’etichettatura dell’olio ma sarà l’occasione per riunire tutto il mondo dell’agricoltura intorno a un prodotto che ne
è in qualche modo il simbolo. L’olio è uno dei prodotti più antichi del Mediterraneo e in qualche modo il primo prodotto tipico del nostro paese.
Perché proprio ad Assisi?
Abbiamo scelto Assisi e la Basilica di San Francesco perché quel luogo è indizio delle nostre radici culturali e religiose e crediamo che l’agricoltura abbia bisogno di una
profonda ridiscussione dei propri valori. Credo che possa divenire un mezzo per recuperare la nostra identità cristiana che è quella cha ha ispirato l’opera e la vita del Patrono
d’Italia. Per questo abbiano scelto di riunirvi intorno tutta la nostra agricoltura.
Davanti alla tomba del Poverello di Assisi arde una lampada alimentata con l’olio dei nostri contadini. Ogni anno una regione italiana ha l’onore di donare il proprio olio per la lampada
votiva, quest’anno l’onore è toccato al mio Veneto.
L’olio ha anche un forte significato simbolico…
La storia dell’olivo non è solo un simbolo importante della nostra tradizione culturale e religiosa, ma è profondamente legata a quella dell’umanità. L’olivo era l’albero
preferito da San Francesco per la povertà e la semplicità della pianta e per la ricchezza dei suoi frutti tanti utili alla vita quotidiana. Lui stesso lavorava nei campi con i
suoi primi discepoli accettando come compenso solo i frutti della terra. E la terra è generatrice da sempre di valori universali, che non dobbiamo dimenticare. Il mondo rurale delle
nostre valli e dei nostri monti è intrinsecamente legato ai valori del Cristianesimo. L’olio è anche uno dei simboli più importanti nelle liturgie della nostra fede.
Crede che l’agricoltura si debba dare anche un compito nuovo nel confronto con la modernità?
Gli economisti hanno sostenuto troppo a lungo che l’agricoltura fosse un’attività marginale. In realtà non esiste una grande economia senza una grande agricoltura. I valori
profondi che hanno sempre animato il mondo rurale appartengono anche simbolicamente al patrimonio culturale e spirituale dell’Occidente. Sarà un’occasione per chiamare a raccolta tutto
il mondo dell’agricoltura nazionale. Ad Assisi ragioneremo insieme sul futuro di questo settore fondamentale non solo per l’economia del nostro Paese. Chi si occupa di agricoltura, come ci ha
ricordato la Fao nel suo ultimo rapporto, inevitabilmente si occupa del destino della sopravvivenza del mondo e degli uomini.
Lucazaia.it





