WTO: Federico Vecchioni (Confagricoltura) chiede l'impegno del governo

Confagricoltura interviene nuovamente sul tema del negoziato agricolo in ambito Wto per commentare le ultimissime novità.

“In base a quanto sinora emerso e preso atto delle prime rassicurazioni dei Commissari europei su ‘prodotti tropicali’ e ‘indicazioni geografiche’, riteniamo comunque pericoloso lo scenario che
sta emergendo dal negoziato”.

Lo ha ribadito il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, a margine della Conferenza Stampa odierna dei Commissari Mandelson e Fischer Boeled alla vigilia di prossimi importanti
appuntamenti comunitari e internazionali: il Consiglio dei ministri straordinario di domani a Bruxelles e la riunione convocata per lunedì prossimo a Ginevra.

“Crediamo – ha detto Vecchioni – che in quelle sedi, come bene ha fatto già in queste ultime ore il ministro Zaia, il Governo debba far sentire alta la sua voce per evitare che
l’Europa sacrifichi gli interessi della nostra agricoltura.”

“Non si tratta solo di risolvere questo o quel problema specifico – ha proseguito il presidente di Confagricoltura; – è nel complesso che l’intesa risulta perdente e, se non
cambieranno sostanzialmente le cose durante il negoziato, non c’è ragione per sottoscrivere un accordo così penalizzante”. Un accordo che il Copa (il Comitato delle
Organizzazioni Professionali Agricole dell’Ue27) ha già calcolato procurerebbe una perdita di 30 miliardi l’anno per il settore primario, con una riduzione delle entrate nette
degli agricoltori pari al 25% e la perdita di 500 mila posti di lavoro.

“Per ora non c’è equilibrio, né parallelismo tra Paesi, tra comparti produttivi e tra misure – ha concluso il presidente Vecchioni – ma solo concessioni che potranno
determinare un serio pregiudizio per la nostra agricoltura. Peraltro, quello che doveva essere il “round dello sviluppo”, rischia di favorire solo pochi Paesi emergenti vocati al’export,
penalizzando quelli meno avanzati del Pianeta”.

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