Confagricoltura: sull'agroalimentare, troppo dipendenti dall'estero per le materie prime

Confagricoltura sottolinea come dal Rapporto Ice-Istat sul Commercio estero nel 2007 emerga che l’export nel settore dei prodotti agricoli di base, lo scorso anno, sia cresciuto del 10%,
registrandosi sia una crescita dei valori medi unitari di vendita, sia un sensibile incremento dei volumi di esportazione ( 4,6%).

L’import dei prodotti agricoli è aumentato in valore del 2%; tale crescita – come si evince dal Rapporto Ice-Istat – è riconducibile quasi per intero agli acquisti di
cereali, per i quali già nello scorso anno si è avuto un sensibile rialzo delle quotazioni internazionali, sollecitate da una domanda crescente e dalla minore
disponibilità all’interno; sostanzialmente invariati gli acquisti dall’estero di frutta e produzioni coloniali, in buona parte costituiti da caffè.

Per quanto riguarda i prodotti trasformati (inclusi il vino e le altre bevande), Confagricoltura pone in evidenza come il Rapporto Ice-Istat rilevi una crescita in valore delle esportazioni
( 5,5%) più sostenuta di quella delle importazioni ( 3,2%). Nel settore alimentare le esportazioni italiane di maggior successo, dirette quasi per intero ai mercati europei e
statunitense, sono quelle a più alto contenuto qualitativo, con un’elevata connotazione di tipicità e riconducibilità al territorio. Da rilevare –
aggiunge Confagricoltura – l’ulteriore crescita delle esportazioni di vino aumentate, tra il 2006 e 2007, del 7,8%.

“Emerge con chiarezza – commenta Confagricoltura – la fotografia del settore agricolo-alimentare: da un lato la sua forte dipendenza dall’estero per le commodities (che si riflette sull’aumento
dei prezzi delle materie prime e sull’inflazione), dall’altro, il successo del made in Italy che punta sulla qualità e sulla tipicità“.

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